08/10/08 - 12/10/08 21:30
?
Gaetano Ventriglia
i can’t get no
satisfaction

da
Ricordi dal sottosuolo
di Fedor M. Dostoevskij



In definitiva: meglio non far nulla! Meglio una consapevole inerzia! E così, evviva il sottosuolo! Anche se ho detto che invidio l’uomo normale fino a un rancore bilioso, non vorrei essere nei suoi panni, date le condizioni in cui lo vedo.
Ma anche adesso sto mentendo! Mento perché lo so che non è meglio il sottosuolo, ma qualcosa di diverso, completamente diverso, che io bramo, ma che non riuscirò mai a trovare!
Fedor M. Dostoevskij

Quando guardo la televisione, e un uomo salta su e mi dice quanto bianche potrebbero essere le mie camicie, ma io penso che non può essere un uomo perché no fuma le stesse sigarette che fumo io… i can’t get no, no no no!
M. Jagger, K. Richards


Lo spettacolo è acceso costantemente dal fuoco degli attori, dall’invenzione istantanea nel solco delle idee che attraversano il libro.
Sono i concetti, e la precisione nel delinearli in scena, che danno la possibilità di un lavoro in cui si possa davvero ridere od emozionarsi al di fuori delle categorie, dei modi e delle mode di molto teatro cosiddetto contemporaneo.
Il sottosuolo, il cerchio, gli uomini medi, la volta celeste, la neve, il gioco del servo, il bello e il sublime, la coscienza ipertrofica, sono i concetti che ci conducono attraverso la vicenda narrata nel romanzo di Dostoevskij, e dentro un teatro in cui l’attore deve far succedere le cose attraversandole.

di e con : Claudio Alfaroli, Francesco Cortoni, Silvia Garbuggino, Marco Sanna, Francesca Ventriglia
ideazione e regia : Gaetano Ventriglia

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teatro

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