01/10/08 - 03/10/08 21:30
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SPETTACOLO FINALISTA PREMIO SCENARIO 2007
Gli Omini
CRisiKO!

SPETTACOLO FINALISTA PREMIO SCENARIO 2007

Tre omini nascono, crescono, fanno lo sviluppino, maturano, invecchiano, sfioriscono e tirano il calzino. Lo fanno davanti agli occhi di tutti, bruciando le tappe, stringendo i denti della vita. Tre omini incubati, tre cicli, un triciclo. La lancetta scatta, il tempo passa, l’acqua scorre, l’omino schiatta. Sbagliando s’impara, vivendo s’imbara. Tre omini si cosano. Tre piccoli porcellin, si lavano e si vestono, e vanno. E sono andati. Tre omini, tre anime. Tre omini fraseggiano composti, scomposti, e poi riposti. Gli omini hanno vita facile. Diverse fasi, diverse frasi, a volte anche le stesse. Frasi fatte. Fasi fratte. Fiori fritti. Tre omini si sfuggono, si parlano, si ascoltano poco, s’incrociano, s’accoppiano, s’escludono, s’affliggono, s’afflosciano.

di e con Francesco Rotelli, Riccardo Goretti, Luca Zacchini



Gli Omini
Memoria del tempo presente.
Progetto teatrale e socio-umanistico

Gli Omini stanno costruendo il loro percorso attraverso un’indagine in vari paesi d’Italia. In questo percorso ricercano “l’uomo” nelle sue diverse condizioni sociali, ambientali e culturali. Si mettono in macchina e arrivano nel tal paese. Vi arrivano e vi stanno “tot” giorni. Si stanziano, s’insediano, si accomodano all’uso del paese. Vanno in piccoli centri abitati: partire dal piccolo perché il minimo comune denominatore comunque resti l’uomo.
Gli Omini acquisiscono linguaggio, convinzioni, colore, carattere, sentimenti. Dalle esperienze raccolte nascono i personaggi: dalle interviste, dalle testimonianze ricevute e dalle vite incontrate. La loro vita è in continuo divenire, così come la nostra drammaturgia cambia in continuazione, perché cambiamo noi.
Il nostro è un bisogno pressante, continuo, convinto, di crescere, di trasformare, di conoscere e riconoscere. Bisogna, allora, mettere all’erta, avvertire, far presente e nel presente agire, bisogna far capire o ancor meglio non capire, provocare, provocare una reazione, imboccare curiosità, alimentare curiosità, ingrassare curiosità.
Evitare che la comunicazione sia scambio di ovvietà. Vivere la bellezza della crisi: ridere e piangere senza sapere perché. Arrivare piano, ma arrivare ugualmente. Scovare il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini. L’obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere pubblico.
Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche come amplificatori di vite vissute.

...siamo tutti soli, siamo tutti diversi, siamo tutti Omini…

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