WEEK END – ULTIMO APPUNTAMENTO con
SCATOLE SONORE
rassegna di musica, arti visive e performative
venerdì 30
ore 22:00 reading:
MAKSIM CRISTIAN (Anna Politkovskavya per libertà d'informazione)
ore 22:30 concerti:
I/O (Ebria Records)
R.U.N.I. (Wallace Records)
sabato 31
ore 22:00 conferenza:
ETERO GENIO
"Vinile!?!! ...curiosità, esperimenti e bizzarrie nella storia del vinile"
ore 22:30 concerti:
ROBERTO FEGA+GI GASPARIN
M.A.Z.C.A. (Marinaio Gaio)
30 e 31 maggio
esposizione opere: DARIO DI LERNIA
proiezione:
TRAGEDIA ENDOGONIDIA della Societas Raffaello Sanzio
(RARO VIDEO)
a seguire dei concerti
djset a cura di
Scatole Sonore
www.myspace.com/scatolesonore
ore 22:00 reading:
MAKSIM CRISTIAN (Anna Politkovskavya per libertà d'informazione)
ore 22:30 concerti:
I/O (Ebria Records)
R.U.N.I. (Wallace Records)
sabato 31
ore 22:00 conferenza:
ETERO GENIO
"Vinile!?!! ...curiosità, esperimenti e bizzarrie nella storia del vinile"
ore 22:30 concerti:
ROBERTO FEGA+GI GASPARIN
M.A.Z.C.A. (Marinaio Gaio)
30 e 31 maggio
esposizione opere: DARIO DI LERNIA
proiezione:
TRAGEDIA ENDOGONIDIA della Societas Raffaello Sanzio
(RARO VIDEO)
a seguire dei concerti
djset a cura di
Scatole Sonore
www.myspace.com/scatolesonore
APPROFONDIMENTI
I/O
Genere: improvvisazione ritmica destrutturata
Andrea Reali (voce)
Luca Mauri (chitarra elettrica)
Paolo Romano (contrabbasso)
Paolo Benzoni (batteria).
Testimonianza di questo processo è “POLYTONE”, il nuovo disco prodotto da Ebria Records e Fratto9 Under the Sky records e distribuito sul territorio nazionale da Jazz Today.
I/O ha suonato in festival, club, centri sociali, associazioni culturali e gallerie d'arte con:
LIARS (US), OvO, ZU, Sinistri, Damo Suzuki's Network, Giuseppe Ielasi, Tasaday, Tiziano
Tononi, Uncode Duello e molti altri.
R.U.N.I.
- 1994 Nascono i Resti Umani Non Identificati
- 1996 Compilation su CD dei centri di aggregazione su etichetta Lilium
- 1996 Composizione ed esecuzione dal vivo della colonna sonora dello spettacolo teatrale S'oggetti umani di F.Malcangio
- 1997 Partecipazione alla compilation gratuita Solartis, con 3000 CD distribuiti
- 1998 Primo mCD dei R.U.N.I. Nessun paradosso, coproduzione Lilium, Cultura Distratta, R.U.N.I.
- 1998 Partecipazione alla compilation e al festival di Tavagnasco Rock (Torino)
- 1999 CDrom Compilation MP3 nata in seno a Rockit e prodotta da Rockit e Trax
- 1999 Esce a dicembre il miniCD La pianta movente, prodotto da Bar La Muerte in tiratura limitata con due brani: Il techno siciliano e Buona morte che vede la collaborazione tra R.U.N.I. e Bugo
- 2001 Esce l'8 gennaio Il cucchiaio infernale, 12 brani registrati al GiBulgaro di Cernusco s/n e mixati nella campagna pavese da Fabio Magistrali. Il disco è prodotto da Bar La Muerte, Beware! e Wallace Records, mentre la distribuzione è affidata ad Audioglobe. Ospiti del disco sono Bugo, La Taupe degli Atchè, Stefano Nava e Lorenzo Rizzi.
- 2001 Viene realizzato un video per il brano In fondo in fondo siamo tutti assistenti pedagogici per la regia di Cristian Bonghi
- 2002 In uscita per Bar La Muerte, Beware! e Wallace Records La Zuccha Polmonate, i remix de Il cucchiaio infernale che verrà massacrato dalle mani di A Short Apnea, OvO, Bugo, A034 the insider, Mirko Spino, Aerodynamics, Mutable, Rollerball, Tasaday, Pin Pin Sugar e i R.U.N.I. stessi...
- 2002 Maser (treviso) RUNI PIG PARTY
- 2003 esce ipercapnia in kapannone k, registrato da R.U.N.I. nel kapannone k mixato da magister con ospite Jacopo Andreini prodotto Wallace records distribuito Audioglobe
M.A.Z.C.A. : (movimento attraverso zone comunemente atipiche).
M.A.Z.C.A. è sperimentazione. E' voglia di rigenerarsi continuamente.
La musica dei M.A.Z.C.A. è un mantra avvolgente dove materiche pennellate di chitarra si intrecciano a solide linee di basso e roboanti ritmiche, impreziosite a volte da accattivanti arrangiamenti analogico-digitali.
M.A.Z.C.A. è attento alla contingenza della vita e da questa trae la propria linfa vitale.
Si fondono nel 98 a Senigallia in provincia di Ancona.
il nucleo originario formato da Marco Bernacchia, Michele Morghanti e Daniele Maori già da allora spinge la propria ricerca verso strade celebrali raggiunte spesso grazie ad interventi collaborativi esterni, che arricchiscono con sonorità ogni volta nuove le già complete armonie sviluppate dal trio.
Sin dalle origini la nostra ricerca si è caratterizzata per la volontà di esprimere le nostre emozioni e renderle fruibili dal prossimo per mezzo della musica.
Ciò che ne scaturisce sono articolate “suite” da le quali trapela l’immagine dell’idea di partenza, raggiunta grazie all’ausilio dei più disparati emittenti di suono.
Nel 2005 esce “First hour of summer” licenziato dalla net-label Selva elettrica (www.selvaelettrica.com).
Nel 2008 esce l'ultimo lavoro "Wrong Version" prodotto da Sweet Teddy Records e Marinaio Gaio.
ROBERTO FEGA + GI GASPARIN
Gi Gasparin, chitarrista e voce del del mitico Ginapajo una delle formazioni italiane eterodosse più importanti degli anni 90 .
Ha all'attivo molti gruppi : The Carpets Trio, Sgrenaisade e PangolinOrchestà.
Attivo frequentatore della scena musicale fiorentina con musicisti del calibro di Matt Pogo e Jacopo Andreini.
MAKSIM CRISTIAN
legge Anna Politkovskavya
Chi in questi ultimi anni avrà fatto una passeggiata tra le strade del centro storico di Lecce avrà di certo avuto modo di incontrare Makism Cristan, scrittore croato, che vive nel Salento da qualche anno, che ha autoprodotto, prima del salto di qualità, cinque libri di racconti, poesie e aforismi vendendoli con il suo piccolo banchetto.
Poi l’incontro con Cosimo Lupo, giovane editore salentino, profondamente affascinato dalla storia personale di Cristan, tanto da decidere di pubblicare, la scorsa estate, Fanculopensiero, l’autobiografia dei suoi quattro anni di vita in strada.
Una storia particolarissima quella narrata da Cristan in “Fanculopensiero” che ha portato Stefano Benni a sostenere che “questo di sicuro non è un libro normale”.
È proprio Stefano Benni ad aver portato il manoscritto del libro negli uffici della Feltrinelli, e, a quasi un anno dalla prima pubblicazione, “Fanculopensiero” è entrato nel catalogo di una delle case editrici più importanti in Italia, realizzando un sogno da sempre coltivato dal quarantenne croato.
Il libro racconta la sua storia di giovane manager in carriera in Croazia che si è ritrovato a fare lo scrittore di strada a Milano. Lui stesso ammette che a un certo punto qualcosa si è bloccato dentro di lui. Tutto tranne la voce del suo rinato istinto, che gli diceva di andar via. Così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può, come capita, spesso non mangia, più spesso non dorme. Il freddo delle nottate invernali entra nelle sue ossa, morbido come un coltello nel burro. Alle Colonne di San Lorenzo, ai piedi della statua di Costantino, in una delle sue lunghe veglie ha l’intuizione di cominciare a scrivere, di raccontare i suoi giorni e le notti, di mettere su carta i suoi pensieri. Eccoci, quindi, di fronte a un’opera che un po’ è un romanzo, un po’ un diario, un po’ un’occasione per intuizioni e riflessioni.
Un romanzo polifonico ad una voce, nel quale Cristan passa in rassegna personaggi, luoghi e situazioni alle quali è andato incontro nella sua vita spiantata, con la sola ancora della salvezza rappresentata dalla scrittura. In tempi di successi editoriali costruiti a tavolino, l’autenticità di una simile storia potrà di certo far breccia nei cuori di un numero ampio di lettori.
Ed ora che sarà la Feltrinelli ad occuparsi del suo libro chissà se Cristan passerà i pomeriggi a proporre, nei pressi del Duomo leccese, la storia della sua vita.
L’arrivo di “Fanculopensiero” negli scaffali delle librerie di tutta Italia rappresenta la fine del suo stato di scrittore di strada. Nella speranza che l’indole romantica legata alla sua visione della scrittura, che traspare tra le pagine del romanzo, non sia triturata dalle logiche del marketing che innervano l’attuale sistema editoriale.
01:00 – 7 ott 2007 - Anna Politkovskavya
È trascorso un anno esatto dall'assassinio a Mosca di Anna Politkovskaya, la giornalista russa che con articoli e testimonianze di guerra aveva criticato con severità la politica del Cremlino in Cecenia.
In coincidenza con l'anniversario - riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti - nella capitale russa attivisti impegnati nella difesa dei diritti umani, giornalisti e militanti di opposizione hanno organizzato diverse manifestazioni. Politkovskaya fu uccisa da quattro colpi di pistola nel portone del palazzo dove abitava, in pieno centro, il pomeriggio del 7 ottobre 2006.
In relazione al delitto, l'inchiesta condotta dalla magistratura russa ha portato all'arresto di oltre dieci persone. A finire sotto accusa sono stati anche alcuni ex funzionari dei servizi di sicurezza e il leader ceceno di un'organizzazione criminale attiva a Mosca. Nell'agosto scorso, il procuratore generale Yuri Chaika ha sostenuto che il mandante dell'assassinio si trova all'estero.
Seppur ancora parziali le conclusioni dell'inchiesta non hanno convinto alcune ong, che hanno denunciato la mancanza di volontà politica nell'individuare e punire i responsabili dell'assassinio. Più in generale, a esprimere preoccupazione per il rispetto della libertà di stampa in Russia sono stati diversi governi e leader politici occidentali.
Ieri la polizia russa ha fermato per alcune ore cinque attivisti stranieri, in viaggio verso la città di Nizhny Novgorod per partecipare a una conferenza dedicata a Politkovskaya.
ETERO GENIO
Per capire chi sia Mario Biserni basterebbe verificare l’enorme impatto che la sua attività di critico musicale ha avuto su una generazione di ascoltatori in generale, musicisti ed addetti ai lavori che si sono formati grazie al suo prezioso lavoro.
Con l’alias di Etero Genio, e con alle spalle una competenza più che decennale in materiali fonografici in supporto di vinile, Mario Biserni ha diffuso e condiviso la sua conoscenza in materia, diventando gradatamente, con gli anni, uno dei punti di riferimento per gli appassionati di musica.
In circa 40 anni di studio e raccolta del vinile, periodo racchiuso fra il suo primo ed il suo ultimo acquisto (un 45 giri di Jimi Hendrix ed un LP di Bob Corn), ha visto passare fra le sue mani un numero non quantificabile di dischi. Negli ultimi 10 anni, forte di quel lungo bagaglio, Mario Biserni ha scritto cercando di comprendere quale può e quale deve essere oggi il ruolo della critica. Dapprima collaboratore della fanzine Blow Up, al cui successo ha contribuito, ha poi continuato il suo lavoro di critico libero e indipendente con un incalcolabile serie di articoli e recensioni che potete trovare in rete su www.sinewaves.it, www.kathodik.it, www.rocklab.it nonché sulla rivista web di sua creazione, www.sands-zine.com. L’amore per il vinile e per i supporti fonografici è diventato poi per lui una vera e propria ossessione, questo nel momento in cui la stessa diffusione della musica via supporto rischia di scomparire a causa dell’affermarsi della trasmissione dati via rete. La rappresentazione “Vinile!?!!” sviluppa temi già affrontati in articoli consultabili ai link http://www.sands-zine.com/archivioart.php?id=570 e http://www.sands-zine.com/articoli.php?id=2413) e cerca di approfondire i rapporti fra la produzione dei dischi in vinile e le altre forme espressive della contemporaneità, facendosi cruccio di capire anche quanto queste abbiamo contribuito alla sua affermazione. Il tutto è quindi visto in un’ottica diversa dalla norma, dove il vinile non viene analizzato per il suo valore musicale, per le copie vendute o per le sue quotazioni nei circuiti del collezionismo. “Vinile!?!!” non è e non vuole essere una conferenza, bensì una specie di ‘freak show’ nel quale Biserni espone i suoi mostri e narra, muovendosi fra realtà e fantasia, tutta un’epopea.
DARIO DI LERNIA
Titolo della mostra: Fotogrammi – catture di segmenti di spazio
Titolo, descrizione e misure delle opere esposte – necessità espositive.
Omogenee tra loro, le opere che si propongono per “Scatole Sonore” al Rialtosantambrogio, il 30 e il 31 maggio 2008, segnano il percorso di studio sviluppato dal 2003 al 2004.
I titoli - Porzione di Ambiente #1, Porzione di Ambiente #2..., in sequenza, e Ex01 #1, Ex01 #2..., in sequenza - creano due livelli di ricerca, qui allestibili attraverso una selezione delle stesse, fino ad arrivare a un numero compatibile alla quantità lineare di parete espositiva.
Le opere sono pannelli di cartone sovrapposto a cartonlegno a spessore, le dimensioni finite dei pezzi con cornice sono cm. 90x30x10 per le Porzioni e 90x30x6 per gli Ex01, le prime sono in plexiglass con l’opera in sospensione a sbalzo all’interno della bacheca, le seconde da galleria, bianche o nere, a seconda del pezzo, con grande passpartout effetto fotogramma dello stesso colore della cornice.
I pezzi hanno bisogno di una esposizione sequenziale e lineare, devono essere a confronto, per disegnare una sorta di skyline, necessitano quindi di distanze uguali tra loro e altezza fissa cm. 170 circa, per questo, ideale è l’utilizzo di un ambiente unico con almeno tre pareti libere.
Alla stessa tematica della mostra appartengono opere precedenti tridimensionali: sarebbe interessante proiettare riprese macro dei loro dettagli e dei percorsi interni alla loro composizione. Si avrebbe così una uniformità espositiva da un lato, uno scarto e un approfondimento dall’altro.
Tematica delle opere esposte.
La mia ricerca si svolge su due livelli convergenti tra loro che ho chiamato Intangibile e Ambiente.
Il livello degli Intangibili (installazioni a volte di grandi dimensioni), indaga le costanti formali tra minimo e massimo, funge da ingrandimento del micro o da sintesi del macro, simula forme primigenie, ectoplasmi, protuberanze generatrici che si vanno ad attaccare come “ricordo” al tessuto circostante, sono comunque morfemi applicabili all’altro livello.
Quello degli Ambienti è il livello della complessità dove anche gli elementi approfonditi nel primo livello confluiscono come attributi. Qui non indago più su dei punti fuoriusciti o incombenti, ma su segmenti tridimensionali di realtà che tende a dilatarsi. La simulazione è qui generalizzata, analizza molteplici fattori.
Su questo fronte della ricerca sarebbe naturale la vocazione per la grande dimensione, alla quale rinuncio non tanto per la sua scarsa praticabilità, ma quanto per la sua relatività.
Lo studio indaga allora sugli elementi costituenti, è il caso di Textures – studi di componenti di ambiente (progetto di esposizione per il foyer del Teatro Furio Camillo di Roma, dall’11 aprile al 4 maggio), dove anche l’elemento Intangibile è visibile, o sulla simulazione di spazi, come in questa proposta di Fotogrammi – catture di segmenti di spazio.
In quest’ultima i fotogrammi/quadro fungono da catturatori di brani di spazio visibile, sono ambiti di generazione.
E’ un lavoro che inizia nel 2003 con le Porzioni di Ambiente e prosegue nel 2004 con gli Ex01. Nei primi studi l’impostazione è molto rigorosa, volutamente contenuta, svolta su pochi elementi modulari, minimi, quinte concettuali, colori piatti. E’ uno spazio che prende spazio con poco.
Nel procedere su questa strada le griglie - di matrice analoga, che fungono da comune denominatore generativo, da ordinatore virtuale, entrando in conflitto-dialogo con le varie concezioni di spazio - cominciano a perdere il loro rigore e a entrare in contraddizione con se stesse, a generare forme minime, fino ad essere negli Ex01 contraddette, assorbite, annullate.
Sono lavori su brani di spazio, a volte esploso, a volte minimalizzato sollevato dal concetto orizzontale-verticale, ma che con esso rimane in relazione emotiva, simulando una costante equazione tra reale e astratto.
La tensione non è verso la formulazione di ipotesi razionali, ma verso la creazione di micro fratture emotive, nelle quali lasciare emergere spontaneamente sensazioni metafisiche. Una dimensione in cui ogni razionalità fisico-costruttiva è volutamente abolita.
E’ forte la volontà di andare fino al fondo, all’inizio dell’attività creativa, dove tutto può ancora accadere. La griglia aiuta a simulare una scrittura automatica, la tessitura razionalizzatrice serve da elemento “altro” (elemento da assorbire o da esaltare). E’ un ribaltamento delle consuetudini rispetto a quel punto in cui l’elemento “altro” (immaginazione, inconscio, natura emotiva) viene richiamato, quasi con prassi sciamanica. L’elemento di frattura si trova nel punto in cui a partire da un elemento oscuro, in ebollizione emotiva o semplicemente nascosto, si passa all’interazione con l’elemento razionale, inizialmente (paradossalmente) forviante. E’ una sorta di processo iniziatico in senso contrario. Come se si volesse utilizzare la trance (in cui ri-creare un fenomeno) per arrivare alla sfera razionale, alla ponderazione sistematica della necessità del fare.
E’ la sistematica del meta-progetto, su una trama sufficientemente larga, far passare i flussi emotivi, le priorità nascoste o embrionali, farle attaccare al concetto senza che questi diventi pre-concetto vincolante. Il lavoro parallelo sugli Intangibili gioca così un ruolo fondamentale, essendo essi le prime coagulazioni di materia apparentemente informe - i nostri stessi processi mentali profondi possono somigliare a elementi in fase di aborto. La genesi può essere vista come un grosso tumore, una metastasi che, solo secondo la nostra logica si è trasformata, fino ad arrivare al fiore, a quello che emozionalmente capiamo e apprezziamo. I coaguli Intangibili attaccati alle trame diventano forme riconoscibili, viatici di pensieri puri. E i filamenti presenti negli ambienti sono presenze apparentemente congelate di luce e di calore, sono diaframmi traslucidi. (Dario Di Lernia)
Dario Di Lernia (Roma, 1953), studia Architettura a Roma con Maurizio Sacripanti e Luigi Pellegrin, con i quali in seguito lavorerà presso i rispettivi studi, e con Bruno Zevi e Filiberto Menna coi quali allaccia un proficuo rapporto nel periodo universitario.
Da questi quattro “maestri” assimila una impostazione critica che lo accompagnerà negli anni.
Si dedica alla progettazione e poi all’imprenditoria, a metà degli anni Novanta approda per esigenze di lavoro alla grafica digitale, nel 2002 decide di tornare ad utilizzare i materiali lasciati in sospeso risalenti al periodo che va tra la fine degli studi del liceo artistico e i primi anni di università.
TRAGEDIA ENDOGONIDIA della Socìetas Raffaello Sanzio
la“Tragedia Endogonidia” in DVD
Collana RaroVideo: Eccentriche Visioni
Cenni sull’opera
La Tragedia Endogonidia di Romeo Castellucci (2002-2004) è un’opera unica, formata da 11 Episodi. Ognuno di questi fa capo a una città da cui prende il nome.
Il termine “endogonidia” si riferisce a quegli esseri viventi semplici che hanno al proprio interno la compresenza delle gonadi: ciò permette loro di riprodursi senza fine. “Tragedia”, al contrario, presuppone sempre una fine e tratta della fine.
La Tragedia fissa la morte.
“Endogonidia” è invece vita perenne di un individuo che, scindendosi, si auto-genera incessantemente.
Dunque la Tragedia Endogonidia fissa lo sguardo sulle morti che non smettono mai di prodursi: è un’opera che per procreare, deve spezzarsi in tanti Episodi.
L’intenzione è quella di un’auto-generazione di idee, figure e concetti, organizzati in un ciclo drammatico che riprende il modello della tragedia greca, ma lo riempie di un contenuto rivolto al futuro. Le parti della tragedia attica che si riferivano solamente ai “fatti” e non prevedevano l’intervento e il commento del Coro si chiamavano “Episodi”. Nella Tragedia Endogonidia vi sono solo i fatti, senza Coro.
“Episodio” è dunque il nome utilizzato per distinguere i differenti stadi che compongono l’intero ciclo.
L’idea strutturale di fondo è quella di un’opera in continuo cambiamento per scissione. Si tratta di un sistema di rappresentazione che, come un organismo, si trasforma nel tempo e nella geografia dei propri spostamenti.
La forma prodotta non è un’opera chiusa, e neppure un frammento di un’opera: il principio che genera e collega gli Episodi è quello di un’auto-generazione; l’organismo che ne deriva è dunque, in un certo senso, perenne.
Le città sono i luoghi di storia civile e militare; le terre comportano un idioma e sopportano un clima: sono, queste, le condizioni spaziali di questa tragedia che assegna a ogni episodio il nome di una città.
Le città rappresentano la gravità che la geografia condivide con la storia. Lo spostamento di posizione sarà il vero tema dello spettacolo, come le differenti fasi di una vita animale: e la generazione di particelle autonome, come spore vegetali, determineranno la crescita di oggetti spettacolari autonomi, che vivono oltre la rappresentazione.
Episodi
Gli undici Episodi del ciclo hanno determinato un intreccio di attesa e di richiami sia interni – con figure e accadimenti ricorrenti che hanno popolato gli spettacoli sia esterni, nei confronti delle città.
Gli Episodi, tutti ripresi e montati in questi video, sono:
C.#01 Cesena
Teatro Comandini, 25-26 gennaio 2002
A.#02 Avignon
Festival d’Avignon, 7-15 luglio 2002
B.#03 Berlin
Hebbel Theater, 15-18 gennaio 2003
BR.#04 Bruxelles/Brussel
Kunsten Festival des Arts, 4-7 maggio 2003
BN.#05 Bergen
International Festival Norway, 22-25 maggio 2003
P.#06 Paris
Odéon Théâtre de l’Europe avec le Festival d’Automne, 18-31 ottobre 2003
R.#07 Roma
Roma Europa Festival, Teatro Valle, 21-30 novembre 2003
S.#08 Strasbourg
Le Maillon Théâtre de Strasbourg, 17-20 febbraio 2004
L.#09 London
LIFT, London International Festival of Theatre, Laban Theatre, 13-16 maggio 2004
M.#10 Marseille
Les Bernardines avec le Théâtre du Gymnase, 20-26 settembre 2004
C.#11 Cesena
Teatro Comandini, 16-22 dicembre 2004
Biografie
La Socìetas Raffaello Sanzio riunisce dal 1981 Romeo Castellucci (1960), Chiara Guidi (1960) e Claudia Castellucci (1958) che condividono un’idea di teatro dalla scena prevalentemente visiva e plastica.
Romeo Castellucci è autore di teatro e regista; sue sono anche le scene, i costumi, le luci, inoltre cura la grafica di tutti i libri e i programmi autografi.
Chiara Guidi ha curato il ritmo drammatico e la vocalità di quasi tutti gli spettacoli; memorabile la sua Scuola Sperimentale di Teatro Infantile; lavora inoltre nell’ambito della composizione sonora e musicale assieme al compositore Scott Gibbons; è anche didatta della voce.
Claudia Castellucci, come interprete della Socìetas, è didatta, decoratrice e autrice di alcuni testi drammatici; ha fondato la Stoa, scuola sul movimento ritmico che ha base a Cesena.
La Socìetas ha realizzato spettacoli che hanno girato tutto il mondo nei principali festival e teatri internazionali: Santa Sofia (1986), La Discesa di Inanna (1989), Gilgamesh (1990), Amleto.
La veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992), Masoch.
I trionfi del teatro come potenza passiva, colpa, sconfitta (1993); nello stesso anno, Hänsel e Gretel, spettacolo per i bambini, così come Buchettino (1994) e Pelle d’Asino (1998). Quindi Orestea (una commedia organica?) (1995), Giulio Cesare (1997), Genesi (1999), Voyage au bout de la nuit (1999) tratto da Louis Ferdinand Celine e Il Combattimento, opera di teatro musicale di Claudio Monteverdi e Scott Gibbons. Infine La Tragedia Endogonidia (2002-2004) ed Hey Girl! (2006).
Cristiano Carloni (1963) e Stefano Franceschetti (1966) hanno studiato cinema d'animazione e pittura a Urbino e lavorano insieme dal 1995 alla creazione di video e installazioni. Le loro tecniche indagano i procedimenti ottici della visione nella trasmutazione della materia e negli slittamenti temporali della memoria. Dal 1999 collaborano con la Socìetas Raffaello Sanzio.
Le loro opere sono state ospitate presso: Museum of Contemporary Art, Chicago; Museo del Louvre, Parigi; Museo d'Arte Moderna, Strasburgo; La Biennale Teatro di Venezia; Beijing Central Academy of Fine Arts, Pechino.
Scott Gibbons (1969, Belleville - USA) compone musica elettronica ed elettro-acustica da oltre 20 anni, compiendo una duplice esplorazione nel campo del suono acustico naturale da un lato, e quello della tecnologia sonora dall’altro.
Le sue composizioni mostrano un estremo equilibrio tra delicatezza e fisicità, concentrandosi spesso attorno a frequenze che si situano ai limiti estremi dell’udito umano, e adottando il silenzio come elemento centrale.
Citato da molti come uno dei compositori fondamentali di micromusica e musica d’ambiente ‘isolazionista’, le sue prime composizioni basate esclusivamente sul suono di pietre e vento hanno ricevuto elogi in tutto il mondo.
Egli ha creato numerosi singolari strumenti elettronici da usare sul palcoscenico ed è divenuto famoso per le sue performance dal vivo.
Le sue composizioni spesso vengono eseguite in eventi internazionali come la Swiss National Exposition in Svizzera, l’ARS Electronica Festival in Austria, e al Louvre in Francia. Dal 1998 collabora con la Socìetas Raffaello Sanzio.
I/O
Genere: improvvisazione ritmica destrutturata
Andrea Reali (voce)
Luca Mauri (chitarra elettrica)
Paolo Romano (contrabbasso)
Paolo Benzoni (batteria).
I/O è un progetto di musica contemporanea che unisce, attraverso la prassi compositiva
dell'improvvisazione, i diversi background dei componenti, dando origine ad una forma
musicale inedita al cui interno si possono scorgere elementi accostabili al minimalismo,
al free-jazz e al rock destrutturato.
I/O è la somma di due metà: una acustica composta da batteria e contrabbasso, e un’altra
elettrica, filtrata, destrutturata e campionata in tempo reale, composta da chitarra e
voce.
Dopo il primo disco, in cui venivano esplorati i timbri e la rarefazione del suono,
l'ensemble ha posto l'attenzione al concetto di “pulsazione”: i ritmi complessi e
destrutturati divengono l'ossatura essenziale della narrazione sonora.
dell'improvvisazione, i diversi background dei componenti, dando origine ad una forma
musicale inedita al cui interno si possono scorgere elementi accostabili al minimalismo,
al free-jazz e al rock destrutturato.
I/O è la somma di due metà: una acustica composta da batteria e contrabbasso, e un’altra
elettrica, filtrata, destrutturata e campionata in tempo reale, composta da chitarra e
voce.
Dopo il primo disco, in cui venivano esplorati i timbri e la rarefazione del suono,
l'ensemble ha posto l'attenzione al concetto di “pulsazione”: i ritmi complessi e
destrutturati divengono l'ossatura essenziale della narrazione sonora.
Testimonianza di questo processo è “POLYTONE”, il nuovo disco prodotto da Ebria Records e Fratto9 Under the Sky records e distribuito sul territorio nazionale da Jazz Today.
I/O ha suonato in festival, club, centri sociali, associazioni culturali e gallerie d'arte con:
LIARS (US), OvO, ZU, Sinistri, Damo Suzuki's Network, Giuseppe Ielasi, Tasaday, Tiziano
Tononi, Uncode Duello e molti altri.
R.U.N.I.
- 1994 Nascono i Resti Umani Non Identificati
- 1996 Compilation su CD dei centri di aggregazione su etichetta Lilium
- 1996 Composizione ed esecuzione dal vivo della colonna sonora dello spettacolo teatrale S'oggetti umani di F.Malcangio
- 1997 Partecipazione alla compilation gratuita Solartis, con 3000 CD distribuiti
- 1998 Primo mCD dei R.U.N.I. Nessun paradosso, coproduzione Lilium, Cultura Distratta, R.U.N.I.
- 1998 Partecipazione alla compilation e al festival di Tavagnasco Rock (Torino)
- 1999 CDrom Compilation MP3 nata in seno a Rockit e prodotta da Rockit e Trax
- 1999 Esce a dicembre il miniCD La pianta movente, prodotto da Bar La Muerte in tiratura limitata con due brani: Il techno siciliano e Buona morte che vede la collaborazione tra R.U.N.I. e Bugo
- 2001 Esce l'8 gennaio Il cucchiaio infernale, 12 brani registrati al GiBulgaro di Cernusco s/n e mixati nella campagna pavese da Fabio Magistrali. Il disco è prodotto da Bar La Muerte, Beware! e Wallace Records, mentre la distribuzione è affidata ad Audioglobe. Ospiti del disco sono Bugo, La Taupe degli Atchè, Stefano Nava e Lorenzo Rizzi.
- 2001 Viene realizzato un video per il brano In fondo in fondo siamo tutti assistenti pedagogici per la regia di Cristian Bonghi
- 2002 In uscita per Bar La Muerte, Beware! e Wallace Records La Zuccha Polmonate, i remix de Il cucchiaio infernale che verrà massacrato dalle mani di A Short Apnea, OvO, Bugo, A034 the insider, Mirko Spino, Aerodynamics, Mutable, Rollerball, Tasaday, Pin Pin Sugar e i R.U.N.I. stessi...
- 2002 Maser (treviso) RUNI PIG PARTY
- 2003 esce ipercapnia in kapannone k, registrato da R.U.N.I. nel kapannone k mixato da magister con ospite Jacopo Andreini prodotto Wallace records distribuito Audioglobe
M.A.Z.C.A. : (movimento attraverso zone comunemente atipiche).
M.A.Z.C.A. è sperimentazione. E' voglia di rigenerarsi continuamente.
La musica dei M.A.Z.C.A. è un mantra avvolgente dove materiche pennellate di chitarra si intrecciano a solide linee di basso e roboanti ritmiche, impreziosite a volte da accattivanti arrangiamenti analogico-digitali.
M.A.Z.C.A. è attento alla contingenza della vita e da questa trae la propria linfa vitale.
Si fondono nel 98 a Senigallia in provincia di Ancona.
il nucleo originario formato da Marco Bernacchia, Michele Morghanti e Daniele Maori già da allora spinge la propria ricerca verso strade celebrali raggiunte spesso grazie ad interventi collaborativi esterni, che arricchiscono con sonorità ogni volta nuove le già complete armonie sviluppate dal trio.
Sin dalle origini la nostra ricerca si è caratterizzata per la volontà di esprimere le nostre emozioni e renderle fruibili dal prossimo per mezzo della musica.
Ciò che ne scaturisce sono articolate “suite” da le quali trapela l’immagine dell’idea di partenza, raggiunta grazie all’ausilio dei più disparati emittenti di suono.
Nel 2005 esce “First hour of summer” licenziato dalla net-label Selva elettrica (www.selvaelettrica.com).
Nel 2008 esce l'ultimo lavoro "Wrong Version" prodotto da Sweet Teddy Records e Marinaio Gaio.
http://www.myspace.com/mymazca
http://www.myspace.com/sweetteddyrecords
http://www.myspace.com/marinaiogaio
http://www.myspace.com/sweetteddyrecords
http://www.myspace.com/marinaiogaio
ROBERTO FEGA + GI GASPARIN
Roberto Fega, sassofono, clarinetto basso, elettronica e lap guitar.
Ha fatto parte del Cervello A Sonagli e IXEM. Attulamente ha pubblicato "un geco nella mia casa" con la portoghese Creative Sources, e tra poco pubblicherà con la canadese Ambience Magnetiques il secondo lavoro con Taxonomy.
Ha collaborato con : Tim Hodgkinson, Amy Denio, Fattore k, P.Innarella, M.Cooper, Aspirale, Paolo angeli, Matteo Bennici , Luca Tanzini e Andrea Caprara.
Fa parte di Taxonomy, Titubanda, PangolinOrchestrà e duo con Gi Gasparin.
Ha fatto parte del Cervello A Sonagli e IXEM. Attulamente ha pubblicato "un geco nella mia casa" con la portoghese Creative Sources, e tra poco pubblicherà con la canadese Ambience Magnetiques il secondo lavoro con Taxonomy.
Ha collaborato con : Tim Hodgkinson, Amy Denio, Fattore k, P.Innarella, M.Cooper, Aspirale, Paolo angeli, Matteo Bennici , Luca Tanzini e Andrea Caprara.
Fa parte di Taxonomy, Titubanda, PangolinOrchestrà e duo con Gi Gasparin.
Gi Gasparin, chitarrista e voce del del mitico Ginapajo una delle formazioni italiane eterodosse più importanti degli anni 90 .
Ha all'attivo molti gruppi : The Carpets Trio, Sgrenaisade e PangolinOrchestà.
Attivo frequentatore della scena musicale fiorentina con musicisti del calibro di Matt Pogo e Jacopo Andreini.
MAKSIM CRISTIAN
legge Anna Politkovskavya
Chi in questi ultimi anni avrà fatto una passeggiata tra le strade del centro storico di Lecce avrà di certo avuto modo di incontrare Makism Cristan, scrittore croato, che vive nel Salento da qualche anno, che ha autoprodotto, prima del salto di qualità, cinque libri di racconti, poesie e aforismi vendendoli con il suo piccolo banchetto.
Poi l’incontro con Cosimo Lupo, giovane editore salentino, profondamente affascinato dalla storia personale di Cristan, tanto da decidere di pubblicare, la scorsa estate, Fanculopensiero, l’autobiografia dei suoi quattro anni di vita in strada.
Una storia particolarissima quella narrata da Cristan in “Fanculopensiero” che ha portato Stefano Benni a sostenere che “questo di sicuro non è un libro normale”.
È proprio Stefano Benni ad aver portato il manoscritto del libro negli uffici della Feltrinelli, e, a quasi un anno dalla prima pubblicazione, “Fanculopensiero” è entrato nel catalogo di una delle case editrici più importanti in Italia, realizzando un sogno da sempre coltivato dal quarantenne croato.
Il libro racconta la sua storia di giovane manager in carriera in Croazia che si è ritrovato a fare lo scrittore di strada a Milano. Lui stesso ammette che a un certo punto qualcosa si è bloccato dentro di lui. Tutto tranne la voce del suo rinato istinto, che gli diceva di andar via. Così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può, come capita, spesso non mangia, più spesso non dorme. Il freddo delle nottate invernali entra nelle sue ossa, morbido come un coltello nel burro. Alle Colonne di San Lorenzo, ai piedi della statua di Costantino, in una delle sue lunghe veglie ha l’intuizione di cominciare a scrivere, di raccontare i suoi giorni e le notti, di mettere su carta i suoi pensieri. Eccoci, quindi, di fronte a un’opera che un po’ è un romanzo, un po’ un diario, un po’ un’occasione per intuizioni e riflessioni.
Un romanzo polifonico ad una voce, nel quale Cristan passa in rassegna personaggi, luoghi e situazioni alle quali è andato incontro nella sua vita spiantata, con la sola ancora della salvezza rappresentata dalla scrittura. In tempi di successi editoriali costruiti a tavolino, l’autenticità di una simile storia potrà di certo far breccia nei cuori di un numero ampio di lettori.
Ed ora che sarà la Feltrinelli ad occuparsi del suo libro chissà se Cristan passerà i pomeriggi a proporre, nei pressi del Duomo leccese, la storia della sua vita.
L’arrivo di “Fanculopensiero” negli scaffali delle librerie di tutta Italia rappresenta la fine del suo stato di scrittore di strada. Nella speranza che l’indole romantica legata alla sua visione della scrittura, che traspare tra le pagine del romanzo, non sia triturata dalle logiche del marketing che innervano l’attuale sistema editoriale.
01:00 – 7 ott 2007 - Anna Politkovskavya
È trascorso un anno esatto dall'assassinio a Mosca di Anna Politkovskaya, la giornalista russa che con articoli e testimonianze di guerra aveva criticato con severità la politica del Cremlino in Cecenia.
In coincidenza con l'anniversario - riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti - nella capitale russa attivisti impegnati nella difesa dei diritti umani, giornalisti e militanti di opposizione hanno organizzato diverse manifestazioni. Politkovskaya fu uccisa da quattro colpi di pistola nel portone del palazzo dove abitava, in pieno centro, il pomeriggio del 7 ottobre 2006.
In relazione al delitto, l'inchiesta condotta dalla magistratura russa ha portato all'arresto di oltre dieci persone. A finire sotto accusa sono stati anche alcuni ex funzionari dei servizi di sicurezza e il leader ceceno di un'organizzazione criminale attiva a Mosca. Nell'agosto scorso, il procuratore generale Yuri Chaika ha sostenuto che il mandante dell'assassinio si trova all'estero.
Seppur ancora parziali le conclusioni dell'inchiesta non hanno convinto alcune ong, che hanno denunciato la mancanza di volontà politica nell'individuare e punire i responsabili dell'assassinio. Più in generale, a esprimere preoccupazione per il rispetto della libertà di stampa in Russia sono stati diversi governi e leader politici occidentali.
Ieri la polizia russa ha fermato per alcune ore cinque attivisti stranieri, in viaggio verso la città di Nizhny Novgorod per partecipare a una conferenza dedicata a Politkovskaya.
ETERO GENIO
Per capire chi sia Mario Biserni basterebbe verificare l’enorme impatto che la sua attività di critico musicale ha avuto su una generazione di ascoltatori in generale, musicisti ed addetti ai lavori che si sono formati grazie al suo prezioso lavoro.
Con l’alias di Etero Genio, e con alle spalle una competenza più che decennale in materiali fonografici in supporto di vinile, Mario Biserni ha diffuso e condiviso la sua conoscenza in materia, diventando gradatamente, con gli anni, uno dei punti di riferimento per gli appassionati di musica.
In circa 40 anni di studio e raccolta del vinile, periodo racchiuso fra il suo primo ed il suo ultimo acquisto (un 45 giri di Jimi Hendrix ed un LP di Bob Corn), ha visto passare fra le sue mani un numero non quantificabile di dischi. Negli ultimi 10 anni, forte di quel lungo bagaglio, Mario Biserni ha scritto cercando di comprendere quale può e quale deve essere oggi il ruolo della critica. Dapprima collaboratore della fanzine Blow Up, al cui successo ha contribuito, ha poi continuato il suo lavoro di critico libero e indipendente con un incalcolabile serie di articoli e recensioni che potete trovare in rete su www.sinewaves.it, www.kathodik.it, www.rocklab.it nonché sulla rivista web di sua creazione, www.sands-zine.com. L’amore per il vinile e per i supporti fonografici è diventato poi per lui una vera e propria ossessione, questo nel momento in cui la stessa diffusione della musica via supporto rischia di scomparire a causa dell’affermarsi della trasmissione dati via rete. La rappresentazione “Vinile!?!!” sviluppa temi già affrontati in articoli consultabili ai link http://www.sands-zine.com/archivioart.php?id=570 e http://www.sands-zine.com/articoli.php?id=2413) e cerca di approfondire i rapporti fra la produzione dei dischi in vinile e le altre forme espressive della contemporaneità, facendosi cruccio di capire anche quanto queste abbiamo contribuito alla sua affermazione. Il tutto è quindi visto in un’ottica diversa dalla norma, dove il vinile non viene analizzato per il suo valore musicale, per le copie vendute o per le sue quotazioni nei circuiti del collezionismo. “Vinile!?!!” non è e non vuole essere una conferenza, bensì una specie di ‘freak show’ nel quale Biserni espone i suoi mostri e narra, muovendosi fra realtà e fantasia, tutta un’epopea.
DARIO DI LERNIA
Titolo della mostra: Fotogrammi – catture di segmenti di spazio
Titolo, descrizione e misure delle opere esposte – necessità espositive.
Omogenee tra loro, le opere che si propongono per “Scatole Sonore” al Rialtosantambrogio, il 30 e il 31 maggio 2008, segnano il percorso di studio sviluppato dal 2003 al 2004.
I titoli - Porzione di Ambiente #1, Porzione di Ambiente #2..., in sequenza, e Ex01 #1, Ex01 #2..., in sequenza - creano due livelli di ricerca, qui allestibili attraverso una selezione delle stesse, fino ad arrivare a un numero compatibile alla quantità lineare di parete espositiva.
Le opere sono pannelli di cartone sovrapposto a cartonlegno a spessore, le dimensioni finite dei pezzi con cornice sono cm. 90x30x10 per le Porzioni e 90x30x6 per gli Ex01, le prime sono in plexiglass con l’opera in sospensione a sbalzo all’interno della bacheca, le seconde da galleria, bianche o nere, a seconda del pezzo, con grande passpartout effetto fotogramma dello stesso colore della cornice.
I pezzi hanno bisogno di una esposizione sequenziale e lineare, devono essere a confronto, per disegnare una sorta di skyline, necessitano quindi di distanze uguali tra loro e altezza fissa cm. 170 circa, per questo, ideale è l’utilizzo di un ambiente unico con almeno tre pareti libere.
Alla stessa tematica della mostra appartengono opere precedenti tridimensionali: sarebbe interessante proiettare riprese macro dei loro dettagli e dei percorsi interni alla loro composizione. Si avrebbe così una uniformità espositiva da un lato, uno scarto e un approfondimento dall’altro.
Tematica delle opere esposte.
La mia ricerca si svolge su due livelli convergenti tra loro che ho chiamato Intangibile e Ambiente.
Il livello degli Intangibili (installazioni a volte di grandi dimensioni), indaga le costanti formali tra minimo e massimo, funge da ingrandimento del micro o da sintesi del macro, simula forme primigenie, ectoplasmi, protuberanze generatrici che si vanno ad attaccare come “ricordo” al tessuto circostante, sono comunque morfemi applicabili all’altro livello.
Quello degli Ambienti è il livello della complessità dove anche gli elementi approfonditi nel primo livello confluiscono come attributi. Qui non indago più su dei punti fuoriusciti o incombenti, ma su segmenti tridimensionali di realtà che tende a dilatarsi. La simulazione è qui generalizzata, analizza molteplici fattori.
Su questo fronte della ricerca sarebbe naturale la vocazione per la grande dimensione, alla quale rinuncio non tanto per la sua scarsa praticabilità, ma quanto per la sua relatività.
Lo studio indaga allora sugli elementi costituenti, è il caso di Textures – studi di componenti di ambiente (progetto di esposizione per il foyer del Teatro Furio Camillo di Roma, dall’11 aprile al 4 maggio), dove anche l’elemento Intangibile è visibile, o sulla simulazione di spazi, come in questa proposta di Fotogrammi – catture di segmenti di spazio.
In quest’ultima i fotogrammi/quadro fungono da catturatori di brani di spazio visibile, sono ambiti di generazione.
E’ un lavoro che inizia nel 2003 con le Porzioni di Ambiente e prosegue nel 2004 con gli Ex01. Nei primi studi l’impostazione è molto rigorosa, volutamente contenuta, svolta su pochi elementi modulari, minimi, quinte concettuali, colori piatti. E’ uno spazio che prende spazio con poco.
Nel procedere su questa strada le griglie - di matrice analoga, che fungono da comune denominatore generativo, da ordinatore virtuale, entrando in conflitto-dialogo con le varie concezioni di spazio - cominciano a perdere il loro rigore e a entrare in contraddizione con se stesse, a generare forme minime, fino ad essere negli Ex01 contraddette, assorbite, annullate.
Sono lavori su brani di spazio, a volte esploso, a volte minimalizzato sollevato dal concetto orizzontale-verticale, ma che con esso rimane in relazione emotiva, simulando una costante equazione tra reale e astratto.
La tensione non è verso la formulazione di ipotesi razionali, ma verso la creazione di micro fratture emotive, nelle quali lasciare emergere spontaneamente sensazioni metafisiche. Una dimensione in cui ogni razionalità fisico-costruttiva è volutamente abolita.
E’ forte la volontà di andare fino al fondo, all’inizio dell’attività creativa, dove tutto può ancora accadere. La griglia aiuta a simulare una scrittura automatica, la tessitura razionalizzatrice serve da elemento “altro” (elemento da assorbire o da esaltare). E’ un ribaltamento delle consuetudini rispetto a quel punto in cui l’elemento “altro” (immaginazione, inconscio, natura emotiva) viene richiamato, quasi con prassi sciamanica. L’elemento di frattura si trova nel punto in cui a partire da un elemento oscuro, in ebollizione emotiva o semplicemente nascosto, si passa all’interazione con l’elemento razionale, inizialmente (paradossalmente) forviante. E’ una sorta di processo iniziatico in senso contrario. Come se si volesse utilizzare la trance (in cui ri-creare un fenomeno) per arrivare alla sfera razionale, alla ponderazione sistematica della necessità del fare.
E’ la sistematica del meta-progetto, su una trama sufficientemente larga, far passare i flussi emotivi, le priorità nascoste o embrionali, farle attaccare al concetto senza che questi diventi pre-concetto vincolante. Il lavoro parallelo sugli Intangibili gioca così un ruolo fondamentale, essendo essi le prime coagulazioni di materia apparentemente informe - i nostri stessi processi mentali profondi possono somigliare a elementi in fase di aborto. La genesi può essere vista come un grosso tumore, una metastasi che, solo secondo la nostra logica si è trasformata, fino ad arrivare al fiore, a quello che emozionalmente capiamo e apprezziamo. I coaguli Intangibili attaccati alle trame diventano forme riconoscibili, viatici di pensieri puri. E i filamenti presenti negli ambienti sono presenze apparentemente congelate di luce e di calore, sono diaframmi traslucidi. (Dario Di Lernia)
Dario Di Lernia (Roma, 1953), studia Architettura a Roma con Maurizio Sacripanti e Luigi Pellegrin, con i quali in seguito lavorerà presso i rispettivi studi, e con Bruno Zevi e Filiberto Menna coi quali allaccia un proficuo rapporto nel periodo universitario.
Da questi quattro “maestri” assimila una impostazione critica che lo accompagnerà negli anni.
Si dedica alla progettazione e poi all’imprenditoria, a metà degli anni Novanta approda per esigenze di lavoro alla grafica digitale, nel 2002 decide di tornare ad utilizzare i materiali lasciati in sospeso risalenti al periodo che va tra la fine degli studi del liceo artistico e i primi anni di università.
TRAGEDIA ENDOGONIDIA della Socìetas Raffaello Sanzio
la“Tragedia Endogonidia” in DVD
Collana RaroVideo: Eccentriche Visioni
Cenni sull’opera
La Tragedia Endogonidia di Romeo Castellucci (2002-2004) è un’opera unica, formata da 11 Episodi. Ognuno di questi fa capo a una città da cui prende il nome.
Il termine “endogonidia” si riferisce a quegli esseri viventi semplici che hanno al proprio interno la compresenza delle gonadi: ciò permette loro di riprodursi senza fine. “Tragedia”, al contrario, presuppone sempre una fine e tratta della fine.
La Tragedia fissa la morte.
“Endogonidia” è invece vita perenne di un individuo che, scindendosi, si auto-genera incessantemente.
Dunque la Tragedia Endogonidia fissa lo sguardo sulle morti che non smettono mai di prodursi: è un’opera che per procreare, deve spezzarsi in tanti Episodi.
L’intenzione è quella di un’auto-generazione di idee, figure e concetti, organizzati in un ciclo drammatico che riprende il modello della tragedia greca, ma lo riempie di un contenuto rivolto al futuro. Le parti della tragedia attica che si riferivano solamente ai “fatti” e non prevedevano l’intervento e il commento del Coro si chiamavano “Episodi”. Nella Tragedia Endogonidia vi sono solo i fatti, senza Coro.
“Episodio” è dunque il nome utilizzato per distinguere i differenti stadi che compongono l’intero ciclo.
L’idea strutturale di fondo è quella di un’opera in continuo cambiamento per scissione. Si tratta di un sistema di rappresentazione che, come un organismo, si trasforma nel tempo e nella geografia dei propri spostamenti.
La forma prodotta non è un’opera chiusa, e neppure un frammento di un’opera: il principio che genera e collega gli Episodi è quello di un’auto-generazione; l’organismo che ne deriva è dunque, in un certo senso, perenne.
Le città sono i luoghi di storia civile e militare; le terre comportano un idioma e sopportano un clima: sono, queste, le condizioni spaziali di questa tragedia che assegna a ogni episodio il nome di una città.
Le città rappresentano la gravità che la geografia condivide con la storia. Lo spostamento di posizione sarà il vero tema dello spettacolo, come le differenti fasi di una vita animale: e la generazione di particelle autonome, come spore vegetali, determineranno la crescita di oggetti spettacolari autonomi, che vivono oltre la rappresentazione.
Episodi
Gli undici Episodi del ciclo hanno determinato un intreccio di attesa e di richiami sia interni – con figure e accadimenti ricorrenti che hanno popolato gli spettacoli sia esterni, nei confronti delle città.
Gli Episodi, tutti ripresi e montati in questi video, sono:
C.#01 Cesena
Teatro Comandini, 25-26 gennaio 2002
A.#02 Avignon
Festival d’Avignon, 7-15 luglio 2002
B.#03 Berlin
Hebbel Theater, 15-18 gennaio 2003
BR.#04 Bruxelles/Brussel
Kunsten Festival des Arts, 4-7 maggio 2003
BN.#05 Bergen
International Festival Norway, 22-25 maggio 2003
P.#06 Paris
Odéon Théâtre de l’Europe avec le Festival d’Automne, 18-31 ottobre 2003
R.#07 Roma
Roma Europa Festival, Teatro Valle, 21-30 novembre 2003
S.#08 Strasbourg
Le Maillon Théâtre de Strasbourg, 17-20 febbraio 2004
L.#09 London
LIFT, London International Festival of Theatre, Laban Theatre, 13-16 maggio 2004
M.#10 Marseille
Les Bernardines avec le Théâtre du Gymnase, 20-26 settembre 2004
C.#11 Cesena
Teatro Comandini, 16-22 dicembre 2004
Biografie
La Socìetas Raffaello Sanzio riunisce dal 1981 Romeo Castellucci (1960), Chiara Guidi (1960) e Claudia Castellucci (1958) che condividono un’idea di teatro dalla scena prevalentemente visiva e plastica.
Romeo Castellucci è autore di teatro e regista; sue sono anche le scene, i costumi, le luci, inoltre cura la grafica di tutti i libri e i programmi autografi.
Chiara Guidi ha curato il ritmo drammatico e la vocalità di quasi tutti gli spettacoli; memorabile la sua Scuola Sperimentale di Teatro Infantile; lavora inoltre nell’ambito della composizione sonora e musicale assieme al compositore Scott Gibbons; è anche didatta della voce.
Claudia Castellucci, come interprete della Socìetas, è didatta, decoratrice e autrice di alcuni testi drammatici; ha fondato la Stoa, scuola sul movimento ritmico che ha base a Cesena.
La Socìetas ha realizzato spettacoli che hanno girato tutto il mondo nei principali festival e teatri internazionali: Santa Sofia (1986), La Discesa di Inanna (1989), Gilgamesh (1990), Amleto.
La veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992), Masoch.
I trionfi del teatro come potenza passiva, colpa, sconfitta (1993); nello stesso anno, Hänsel e Gretel, spettacolo per i bambini, così come Buchettino (1994) e Pelle d’Asino (1998). Quindi Orestea (una commedia organica?) (1995), Giulio Cesare (1997), Genesi (1999), Voyage au bout de la nuit (1999) tratto da Louis Ferdinand Celine e Il Combattimento, opera di teatro musicale di Claudio Monteverdi e Scott Gibbons. Infine La Tragedia Endogonidia (2002-2004) ed Hey Girl! (2006).
Cristiano Carloni (1963) e Stefano Franceschetti (1966) hanno studiato cinema d'animazione e pittura a Urbino e lavorano insieme dal 1995 alla creazione di video e installazioni. Le loro tecniche indagano i procedimenti ottici della visione nella trasmutazione della materia e negli slittamenti temporali della memoria. Dal 1999 collaborano con la Socìetas Raffaello Sanzio.
Le loro opere sono state ospitate presso: Museum of Contemporary Art, Chicago; Museo del Louvre, Parigi; Museo d'Arte Moderna, Strasburgo; La Biennale Teatro di Venezia; Beijing Central Academy of Fine Arts, Pechino.
Scott Gibbons (1969, Belleville - USA) compone musica elettronica ed elettro-acustica da oltre 20 anni, compiendo una duplice esplorazione nel campo del suono acustico naturale da un lato, e quello della tecnologia sonora dall’altro.
Le sue composizioni mostrano un estremo equilibrio tra delicatezza e fisicità, concentrandosi spesso attorno a frequenze che si situano ai limiti estremi dell’udito umano, e adottando il silenzio come elemento centrale.
Citato da molti come uno dei compositori fondamentali di micromusica e musica d’ambiente ‘isolazionista’, le sue prime composizioni basate esclusivamente sul suono di pietre e vento hanno ricevuto elogi in tutto il mondo.
Egli ha creato numerosi singolari strumenti elettronici da usare sul palcoscenico ed è divenuto famoso per le sue performance dal vivo.
Le sue composizioni spesso vengono eseguite in eventi internazionali come la Swiss National Exposition in Svizzera, l’ARS Electronica Festival in Austria, e al Louvre in Francia. Dal 1998 collabora con la Socìetas Raffaello Sanzio.


