16/05/08 - 18/05/08 21:30
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rassegna “Body Shot – corpo e movimento”
Bosch: senza volto

Res Extensa

Bosh: senza volto

Con la collaborazione di

Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari
Classi di: Composizione, Prof. Baldi
Musica elettronica, Prof. Scagliola e Sin[x]Thésis, Gruppo di Ricerca e Produzione Musicale della Scuola di Musica Elettronica
Coproduzione
Teatro Rossini, Comune di Gioia del Colle, Assessorato alla Cultura
Italart, Centro per la promozione delle Arti, Castiglion Fiorentino (AR)
diretto da
ResExtensa
Luci
Franz Catacchio
Progetto musicale
Elisa Barucchieri, Gian-Luca Baldi, ResExtensa
Consulenza
Prof. Paolo Barucchieri, Centro Studi Santa Chiara, Italart
Assistenza Tecnica
Francesco Gennaccaro
Assistenza Scenotecnica
Francesco Gennaccaro, Marianna di Muro

Danza:

ResExtensa:
Elisa Barucchieri, Anna Moscatelli, Olga Mascolo, Domenica di Vittorio, Celestina Soranna, Filippo Lamanna, Voce: Paola Paglionico

Partecipanti dal laboratorio: Rossella Casamassima, Carmen Costanza, Marianna di Muro, Marina Galeandro, Katia Rossi, Marika Tramacere
Scuole di Danza partecipanti:
Les Arts, Danza all'Opera, Il Laboratorio del Movimento, Passioni in Scena

Musica:
Patrizia Lomuscio, voce; Ethel Colella, Arpa; Pino Petrella, Tiorba; Sabino Costantino, chitarra elettrica; Francesco Lisena, violino; Giuseppe Corrieri, viola; Antonella Parisi, viola da gamba; Scintilla Porfido, violoncello, Massimo Bonuccelli, Contrabbasso; Marco Giuliani, Chitarra Elettrica
Marco Grasso, direttore

Composizioni originali di:
Gian-Luca Baldi, Francesco Abbrescia, Alessandro Altavilla, Vincenzo Campanale,
Mimmo Galizia, Gianni Lenoci, Francesco Lisena, Vito Lopraino, Carlo Mascolo, Antonio Scarcia



Bosch non dipinse mai cosa alcuna, se non in materia d’inferno o purgatorio, che trascendesse i limiti del naturale così come poteva scorgerlo intorno a sé: insomma, le sue invenzioni si fondano sulla ricerca di cose stranissime, ma, appunto, pur sempre naturali…

don Felipe de Guevara a Filippo II
in una lettera databile entro il 1563
Bosch: Senza Volto
Il lato meno definito, meno manifesto dell’essere. Un lavoro per quadri, visioni e allucinazioni dell’essenza umana.

Hieronymus Bosch: Jeroen Anthoniszoon van Aken, detto Hieronymus Bosch o Jeroen Bosch, nato a s’Hertogenbosch nel 1450 ca. e morto nel 1516. Pittore olandese, “Inventore nobilissimo et meraviglioso di cose fantastiche e bizzarre” (Lodovico Guicciardini (1482 – 1540)), nacque in una famiglia di pittori, probabilmente originari di Aquisgrana.
Confratello pio e rispettabile della Confraternita di Nostra Diletta Signora, esoterico, ermetico, ultimo dei catari, appartenente alla Setta dei Fratelli del Libero Spirito, visionario, studioso delle narcosi allucinogene… non ci sono certezze su chi fosse veramente e su cosa potesse intendere con i suoi mondi fantastici, seducenti e inquietanti.
Hieronymus Bosch è pittore misterioso ed enigmatico, estremamente rispettato e ambito all’epoca. Rasentando parametri definiti eretici, i suoi quadri sono pieni di creature fantastiche, di mondi surreali e impossibili, e permeano di una interpretazione ancora oggi indefinibile. Eppure, durante la sua vita, Bosch fu pittore richiestissimo e stimatissimo di opere di fede e di Chiesa. Simultaneamente, nei suoi quadri spesso viene letto un mondo occulto denso di simboli manifesti all’adepto, celati al profano. Ma una sua biografia certa non esiste, e non vi sono certezze, se non la meraviglia che la sua opera ancora suscita.
Bosch rimane enigmatico e indefinibile, riemergendo varie volte nel corso dei secoli, influenzando pittori, musicisti, scrittori, e riportando sempre ad un insoluto mistero.

Si può dire Bosch descrivesse il reale secondo il suo personale punto di vista, nella sua forma più vera: non dipingeva dei mostri innaturali, ma bensì la vera essenza delle cose, come sono e non come appaiono quotidianamente.

I dipinti di Bosch, nell’atto di rappresentare l’umanità, descrivono un’architettura vivente e pulsante, in tutta la sua essenza grottesca e psicoanalitica.
I dipinti di Bosch urlano con silenzio, come le persone che li popolano, silenti e ferme in attività drammatica e attimi di movimento.
Tutti osservano, tutti sentono ed agiscono, tutti sono insieme, ma la relazione tra di loro non è diretta, né espressiva
È come se tutti fossero lì per una ragione importante, il senso di destino nell’aria,
ma sono senza relazione attiva…
Senza Volto…
Questo è il movimento e l’energia che stiamo ricercando.
Uno stato ipnotico ed attivo in cui la natura umana e la bestialità degli uomini sono chiari, così presenti da essere fermi.
Contraddizioni esasperate per portare ad una chiara intuizione non definibile a parole ma fortemente sentita visivamente.

Bosch: Senza Volto è uno studio sulla risonanza dei suoi quadri, sullo stato creato da un percorso attraverso le sue opere, il segno che Bosch lascia con i suoi colori, i suoi mondi, le sue creature.

ResExtensa ha volutamente intrapreso un percorso difficile e sperimentale, in collaborazione con il compositore Gian-Luca Baldi, il professore Francesco Scagliola e Sin[x]Thésis, Gruppo di Ricerca e Produzione Musicale della Scuola di Musica Elettronica, e il corso di composizione diretto da Luca Baldi, Conservatorio Niccolò Piccinni. Un percorso che abbracci le varie discipline influenzate drasticamente dall’operato di Bosch: una ricerca comune che porti ad un lavoro completo mosso dalla stessa spirituale surrealità.

In questo lavoro, lo stile di danza e composizione sono una completa scoperta:
il fascino ed un richiamo silenzioso della pittura di Hieronymus Bosch ci portano in un mondo nuovo, sconosciuto, dentro ad un territorio dove tutto è sovvertito.
È chiaramente un pezzo di teatro danza, che richiede un’atmosfera forte e forte fisicalità… ma le qualità di movimento e suono sono particolari e richiedono una ricerca continua: il semplice passo di danza risulta banale e la ricerca è nella forma fisica surreale, nel fascino suscitato dalla bellezza di forme grottesche, e da tanti livelli, strati sovrapposti di immagini e mondi a se stanti.
La chiave della struttura compositiva è quella che risulta più chiara nel quadro forse più famoso di Bosch: Il Trittico delle Delizie.
Il Trittico ad ante chiuse rappresenta un mondo avvolto in una nebulosa, ritenuto dai critici forse il terzo e quarto giorno della Creazione: la creazione perciò in atto e non già opera compiuta.
Nell’aprire le ante lo spettatore si trova di fronte ad un trittico di unica bellezza, surrealità e grottesca fascinazione.

In primis, un Paradiso dove l’Umano appena creato già si trova assieme a figure strane, dove la presenza della morte è già forte: il gatto con il topo in bocca, il pavone morto abbandonato su di un sasso.
Si passa poi un bellissimo Giardino, forse dell’Eden, se non avessimo colto quella mela, popolatissimo, che permea armonia tra tutti gli esseri: animali, umani e creature fantastiche sono rappresentati in naturale unione, senza distinzioni. Ricco di situazioni diverse, tutti gli esseri procedono nelle loro attività senza pathos, in una sorta naturale corso degli eventi, tra processioni di bestie strane, danze, momenti di amore e momenti in cui bestie e umani si cibano e nutrono a vicenda.
In questi due quadri non vi è traccia di costrutto umano: tutto ciò che esiste è sovraumano nella sua origine, ed appare quasi fantascientifico ai nostri occhi. Non vi sono costruzioni, né niente che sia riconoscibile e collegabile alla vita sulla terra.
Nell’ultimo passaggio, L’Inferno Musicale, invece iniziano ad apparire case e segni di ordine umano: la circolarità lascia lo spazio alla linearità, appaiono i segni del tentativo umano di sapere, conoscere, catalogare, modificare e fare… e appare il caos.
Si giunge ad una condizione di inferno, che però a differenza degli Inferni di quadri coevi italiani, più che rappresentare una umanità dannata dall’Alto per i suoi peccati pare rappresenti una umanità dannata e affannata dalla sua stessa ricerca, disperata e continua; una ricerca verso la conoscenza e la crescita. La bestialità inizia ad apparire più come effettivo lato dell’umano, più grottesco e “snaturato”, e l’essere umano rimane incastrato nella sua propria foga.

Intenzione di ResExtensa è infatti quella di proporre il lavoro in due modalità:
• La prima, più semplice e diretta presenta solamente la compagnia ed i musicisti, ove è possibile: spettacolo di ricerca tra danza e musica contemporanea.
• La seconda è di presentare lo spettacolo dopo aver tenuto un laboratorio specifico su Bosch: Senza Volto in sito, coinvolgendo nella presentazione spettacolare tutti i partecipanti al suddetto laboratorio.
La struttura del lavoro ha trovato soluzione nel comporsi in sorta di mosaico cabalistico, seguendo i numeri e i giochi numerici che Bosch stesso spesso sembra citare nei suoi quadri.
Ai quadri primari perciò, creati secondo una logica guidata dai suoi dipinti, ci proponiamo di poter aggiungere, di volta in volta, una serie di “intermezzi”, come gli “intrattieni” rinascimentali, appunto, da creare in sito, nel luogo dove si presenterà lo spettacolo, attraverso un laboratorio specifico: questo può essere aperto non solo a danzatori e attori, ma anche ad anziani, giovani, portatori di handicap…
Chiaramente questa idea richiede collaborazione maggiore con le associazioni e gli enti del luogo.
Ci pare che sia la via di Hieronymus Bosch, che dipingeva ciò che vedeva. In questo modo, noi rappresenteremmo di volta in volta ciò che vediamo e cogliamo in ogni luogo specifico, creando uno spettacolo unico e differente ogni volta.


7 categorie assegnate a questo evento:

teatro musica danza fotografia rassegna movimento corpo

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