rassegna “Body Shot – corpo e movimento”
ERODIADE I
ERODIADE I
Res Extensa
Ideazione, Coreografia
Regia: Elisa Barucchieri, Francesco Catacchio, Anna Moscatelli
Danza e Recitazione: Elisa Barucchieri
Giovanni Battista: Riccardo Spagnulo
Testi: estratti da Erodiade (I) di Giovanni Testori
Luci e Scene: Francesco Catacchio
Musica: Elisa Barucchieri, Francesco Catacchio, Anna Moscatelli
Audio: Amedeo Vox
Realizzazione Scene: Francesco Gennaccaro
Costume: confezionato da Accademia di Belle Arti, Napoli
curato da Rocca Scarola, Bari
Durata: 1 ora circa
Un grazie particolare e profondo a Danio Manfredini e Susanne Linke
Patrocinio Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo
Coproduzione Teatro della Centena
Patrocinio Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo
Coproduzione Teatro della Centena

un allestimento di insolito livello per le nostre scene…
un assolo sofisticato e suggestivo in continuo alternarsi di gesti minimi e vertigine del corpo in omaggio al tema portante del lavoro, che è quello del dissidio tra l’anima e la carne, tra delirante misticismo e altrettanto furente desiderio.
Nicola Viesti, Corriere della Sera--Corriere del Mezzogiorno
…nella coreografia di E. Barucchieri, si intuisce come la materia Corpo possa essere nel profondo, l’ultima possibilità di ricostruire in sé l’intero piano universale- tanto concreto da sfiorare il misticismo.(..) tensioni mistiche ed erotiche: estasi di santi , estasi erotica …
Sergio Lacavalla, Prove Aperte
“Allora non capii. Ma adesso so; e lo so con lucida, ferma certezza: in quel momento ho desiderato che la tua voce riprendesse a urlare, perché quantunque m’umiliasse, era meglio del vuoto che , tacendo, aveva creato….”
Giovanni Testori, Erodiade (I)
Dal testo Erodiade (I) di Giovanni Testori, un incontro tra danza e recitazione, un “solo con testa” : una Erodiade trasposta in epoca rinascimentale, il suo delirante monologo-dialogo con la testa di Giovanni Battista, Jokanaan: estratti dal testo di Giovanni Testori e movimento.
ERODIADE I: TERZO QUADRO DI STUDI D’ESTASI
STUDI D’ESTASI è un progetto di ricerca che affonda nella necessità umana di trovare spiegazione e giustificazione al mistero della vita e della morte, alla passione della carne e quella dello spirito. L’infinito dialogo e l’infinita tensione tra immanenza e trascendenza: intrecci e sublimazioni di anima e corpo, per vivere, per assicurarsi salvezza dopo la morte…
Il punto di partenza è lo studio di quadri e trattati del tardo Rinascimento e primo Barocco italiano, vibranti, pregni di questa domanda, estremamente contemporanei nella loro passionalità, bellezza e brutalità, per arrivare ad un segno che ci possa toccare, coinvolgere.
Dopo PROCESSO BAROCCO (2000-2002) e LA FOLLIA (2003-2006) il terzo quadro: ERODIADE I
Erodiade I
La notte dopo il banchetto, dopo la danza di Salomè, dopo l’uccisione di Jokanaan…
Sola, in un buio che la trafigge, con l’abito elegante, magnifico, ornato, pesante. Il suo grido interiore e le sue visioni, il movimento che l’abito le preclude.
E la testa di Jokanaan, impassibile…
Nella Erodiade (I) di Giovanni Testori si ritrova la figura di una persona straziata dai quesiti esistenziali: tra carne e anima, tra fede in una risposta divina postuma e l’immediatezza di una risposta materiale, carnale, immediata. Innamorata di una persona che rappresenta l’opposto assoluto suo, disposta a rinunciare a tutto se in cambio avrà una certezza, Erodiade è soprattutto umanissima nel suo grido disperato, nella sua ricerca di risposte.
La tragedia di un amore non corrisposto, di una passione che porta alla follia, alla crudeltà.
Lo scontro tra due religioni e due moralità, tra regina potente e predicatore incorruttibile, tra desiderio e fede.
Disposta a lasciare tutto: ricchezza, onore, forza, corona, pur di sentire e vivere per un attimo la carne e la fede di Jokanaan, Erodiade lancia la sua invettiva di donna frustrata e ferita, ormai senza speranza. Colei che ha spinto sua figlia a danzare per ottenere questa morte ora affronta il silenzio irreparabile.
Il silenzio e il vuoto della morte della persona amata, della rinuncia e perdita di tutto per il niente.
L’invettiva della sua passione contro la razionalità e la fede di Jokanaan.
La rabbia e la frustrazione della donna innamorata non corrisposta.
Testori fa di Erodiade una sorta di specchio dell’eterna rivolta della Natura contro la Storia, di una protesta esistenziale che scaglia il proprio insulto alle ragioni di chi si affida alla norma o costruisce il dogma.
Citazioni da:
Myriam D’Ambrosio, Ruggero Jacobbi, Elisa Barucchieri
un assolo sofisticato e suggestivo in continuo alternarsi di gesti minimi e vertigine del corpo in omaggio al tema portante del lavoro, che è quello del dissidio tra l’anima e la carne, tra delirante misticismo e altrettanto furente desiderio.
Nicola Viesti, Corriere della Sera--Corriere del Mezzogiorno
…nella coreografia di E. Barucchieri, si intuisce come la materia Corpo possa essere nel profondo, l’ultima possibilità di ricostruire in sé l’intero piano universale- tanto concreto da sfiorare il misticismo.(..) tensioni mistiche ed erotiche: estasi di santi , estasi erotica …
Sergio Lacavalla, Prove Aperte
“Allora non capii. Ma adesso so; e lo so con lucida, ferma certezza: in quel momento ho desiderato che la tua voce riprendesse a urlare, perché quantunque m’umiliasse, era meglio del vuoto che , tacendo, aveva creato….”
Giovanni Testori, Erodiade (I)
Dal testo Erodiade (I) di Giovanni Testori, un incontro tra danza e recitazione, un “solo con testa” : una Erodiade trasposta in epoca rinascimentale, il suo delirante monologo-dialogo con la testa di Giovanni Battista, Jokanaan: estratti dal testo di Giovanni Testori e movimento.
ERODIADE I: TERZO QUADRO DI STUDI D’ESTASI
STUDI D’ESTASI è un progetto di ricerca che affonda nella necessità umana di trovare spiegazione e giustificazione al mistero della vita e della morte, alla passione della carne e quella dello spirito. L’infinito dialogo e l’infinita tensione tra immanenza e trascendenza: intrecci e sublimazioni di anima e corpo, per vivere, per assicurarsi salvezza dopo la morte…
Il punto di partenza è lo studio di quadri e trattati del tardo Rinascimento e primo Barocco italiano, vibranti, pregni di questa domanda, estremamente contemporanei nella loro passionalità, bellezza e brutalità, per arrivare ad un segno che ci possa toccare, coinvolgere.
Dopo PROCESSO BAROCCO (2000-2002) e LA FOLLIA (2003-2006) il terzo quadro: ERODIADE I
Erodiade I
La notte dopo il banchetto, dopo la danza di Salomè, dopo l’uccisione di Jokanaan…
Sola, in un buio che la trafigge, con l’abito elegante, magnifico, ornato, pesante. Il suo grido interiore e le sue visioni, il movimento che l’abito le preclude.
E la testa di Jokanaan, impassibile…
Nella Erodiade (I) di Giovanni Testori si ritrova la figura di una persona straziata dai quesiti esistenziali: tra carne e anima, tra fede in una risposta divina postuma e l’immediatezza di una risposta materiale, carnale, immediata. Innamorata di una persona che rappresenta l’opposto assoluto suo, disposta a rinunciare a tutto se in cambio avrà una certezza, Erodiade è soprattutto umanissima nel suo grido disperato, nella sua ricerca di risposte.
La tragedia di un amore non corrisposto, di una passione che porta alla follia, alla crudeltà.
Lo scontro tra due religioni e due moralità, tra regina potente e predicatore incorruttibile, tra desiderio e fede.
Disposta a lasciare tutto: ricchezza, onore, forza, corona, pur di sentire e vivere per un attimo la carne e la fede di Jokanaan, Erodiade lancia la sua invettiva di donna frustrata e ferita, ormai senza speranza. Colei che ha spinto sua figlia a danzare per ottenere questa morte ora affronta il silenzio irreparabile.
Il silenzio e il vuoto della morte della persona amata, della rinuncia e perdita di tutto per il niente.
L’invettiva della sua passione contro la razionalità e la fede di Jokanaan.
La rabbia e la frustrazione della donna innamorata non corrisposta.
Testori fa di Erodiade una sorta di specchio dell’eterna rivolta della Natura contro la Storia, di una protesta esistenziale che scaglia il proprio insulto alle ragioni di chi si affida alla norma o costruisce il dogma.
Citazioni da:
Myriam D’Ambrosio, Ruggero Jacobbi, Elisa Barucchieri


