rassegna “Body Shot – corpo e movimento”
BUFFET
Buffet
Kataklisma
con: Isabella Di Cola, Alessandra Di Lernia, Elvira Frosini , Veronica Sferra
regia e drammaturgia: Elvira Frosini
Quattro performer in uno vuoto imprescindibile hanno come unico appiglio un
buffet: cibo continuamente mangiato, stralci di quotidiano deformato mai vissuto autenticamente, piccoli orrori contemporanei, leggeri, abituali, impercettibili, niente di grave. Le azioni si ripetono, si deformano, si lasciano guardare. È una ricerca su quel tanto di mostruoso che, scavando, si rinviene dietro la realtà opaca, un grande vuoto...

Buffet fa parte del progetto Politcalbody - (Tracce d cedimento) che nel
2007 fa seguito al progetto Tracce, iniziato alla fine del 2005, continuando la ricerca sulle forme della rappresentazione e della comuncazione nei nuovi linguaggi del teatro e della drammaturgia contemporanea.
Politicalbody - (Tracce di cedimento) dà vita a performance, lavori teatrali, articolazione di performance “site-specific” e procede nella ricerca sul corpo inteso come incrocio spazio-temporale di cultura, convenzioni, rapporti di potere, comunicazione, politica dunque. Il lavoro si immerge nella vita e nelle azioni dei corpi come soggetti - oggetti politici , partendo dal corpo e dalle dimensioni simboliche, comunicative, rituali e sociali , inoltrandosi nelle dimensioni del paradosso, del non ovvio, della necessità e della relazione stretta tra atto-corpo e la visione, e dunque la dimensione della rappresentazione.
Kataklisma è tra le compagnie emergenti nel panorama del nuovo teatro contemporaneo.
È un gruppo indipendente di progettazione, produzione e ricerca. Conduce un’analisi originale
sui linguaggi scenici ponendo al centro del proprio lavoro il problema della rappresentazione e partendo dal dato fondamentale di un'epoca in cui la realtà e i suoi diversi livelli sono immersi ed oggettivizzati nella rappresentazione, iperesposizione, banalizzazione ed uso retori o della
omunicazione.
Kataklisma affronta questo dato partendo dal corpo come elemento fondante, in un lavoro di teatro fisico e non pone a priori questioni di generi e mezzi, ma s’interroga sugli elementi
alla radice del teatro come il rapporto con lo spettatore, il palcoscenico, il rapporto con le immagini e la possibilità di reazione di senso. La fluidificazione dei mezzi espressivi e la loro continua eterogeneità, la modificazione del contesto o la sua distruzione e ricostruzione, la possibilità di tollerare la frammentazione e la dispersione (dei linguaggi, del senso, delle immagini, dei mezzi e delle condizioni stesse della reazione), la transitorietà e provvisorietà dell’azione, l’incongruenza e la desertificazione, un’ironia di fondo e il rapporto con un certo orrore sotterraneo installato sotto il quotidiano: questi gli elementi sui quali la compagnia in entra il proprio lavoro.
Il teatro di Kataklisma si muove ntorno all’“esserci”, alla presenza fisica sulla scena, al passaggio, all’attraversamento del luogo: inevitabilmente il lavoro è sull’assenza, come condizione costantemente sperimentata, sull’evocazione e il riverbero della presenza, sull’insolito e il paradosso.
Il lavoro è trasversale: per corre, attraversa e scardina vari generi e segni e mezzi per tentare di ricodificare momentaneamente linguaggi e sensi, sfuggendo programmaticamente a una classificazione.
Il lavoro sul corpo è nella direzione della consapevolezza, della disponibilità, dell’abbandono di schemi fissi, potenziale punto di deflagrazione.
I progetti non assumono a priori confini e limiti di generi, luoghi, ambiti. S’innestano in spazi di rappresentazione tradizionali, urbani, luoghi non convenzionali, dando vita a performance, incursioni in spazi urbani, mi ro-performance, installazioni, spettacoli.


