Rassegna “Body Shot – corpo e movimento” III edizione
PRODUZIONE 2007/2008
Sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto Tracce verso il nulla
Gruppo Nanou
DI E CON: MARCO VALERIO AMICO, RHUENA BRACCI
SUONO: ROBERTO RETTURA
CURA DELL’ALLESTIMENTO: SAMANTHA TURCI
REALIZZATO NELL’AMBITO DI MOVING_MOVIMENTO, un progetto di Fabbrica Europa / Santarcangelo Festival of the Arts / Giardino Chiuso-Teatro dei Leggieri, San Gimignano, Officina Giovani-ex Macelli, Comune di Prato
PRODOTTO DA: NANOU ASS. CULT., FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO - 4 CANTIERI PER FABBRICA EUROPA, L’ARBORETO - TEATRO DIMORA DI MONDAINO, VELVET FACTORY, GIARDINI PENSILI, CENTRALE FIES

Fotografia di Laura Arlotti
Progetto:
Sulla Conoscenza Irrazionale dell’Oggetto è l’approdo di Tracce Verso il Nulla. Un percorso che ha impegnato la compagnia per più di un anno sui temi temi quali: l’erotismo - la bestia - l’erotismo della bestialità.
Due personaggi, due figuri abitano uno spazio che non ha contesto.
La scena è scarna, spoglia: sono presenti pochi essenziali oggetti e semplicissimi indumenti.
Il corpo e la parola fanno un passo indietro per recuperare una bestialità che è propria dell’umano ma che sta a lato di esso, un po’ scostata, nascosta: figuri ricurvi che esplorano uno spazio a loro familiare ma ostile, forse pericoloso. Figure bestiali, manifestazione di una visione, maschere grottesche.
La parola, phonè, è azione vocale privata del suo elemento narrativo. E’ moltiplicatore di senso capace di spostare la lettura scenica. E’ un’azione priva di significato ma carica di significante.
La parola mantiene la sua forma di azione poiché non c’è racconto.
Il suono è azione: si muove per amplificare l’atto teatrale in veste di veicolo di trasmissione, è fuori dalla logica di ambienza, occupa spazio e tempo, sposta, dal punto di vista vibratorio, il pieno e il vuoto della stanza.
Un riverbero artificiale nel quale prende forma un altro luogo.
Nella sua completezza di gesti continui e singolari, impulsivi e vibratori, compie la propria azione.
L’ambiguità del luogo è lo sfondo inevitabile per esaltare l’azione. Il segno che i personaggi producono è lasciato cadere nell’interstizio di relazione.
Ancora una volta deleghiamo al lavoro di sala l’emersione delle visioni, legate, in questo caso, a tematiche quali la premonizione - l’erotismo - la bestia - l’erotismo della bestialità - l’erotismo della bestialità nella sottrazione alla visione.
Un racconto in codice, espresso per simboli e ricordi di gesti che si intersecano in combinazioni complesse capaci di moltiplicare le “trasversali” non comunicanti.
Ritrovare un rapporto con lo spettatore attraverso elementi percettivi e non più narrativi.
Complice la luce: un apparato illuminotecnico scarno, allestito con pochi elementi, nel tentativo di rendere un luogo ambiguo, non ben decifrabile. L’identità immaginifica di questo luogo è infinita: ci si potrebbe trovare in un bosco, come nella stanza di qualcuno, come in una scatola.
I corpi non costruiscono figurazioni: nella loro interezza si materializzano in luoghi e tempi diversi, trovando nell’istante un’azione, un fare per non rimanere imbrigliati in un’immagine. Porsi in prospettiva di un oggetto, di un obbiettivo che è altro da sé. Il punto di vista è sempre fuori dal corpo per aprire ulteriori spazi e tempi.
Ogni azione sembra iniziare dove l’altra finisce, e viceversa. Certo è che l’infrangersi dei corpi-personaggi, la destrutturazione del linguaggio e l’implosione incontrollata di ogni elemento narrativo, facendoci saltare oltre il buio del passato, ci riportano, come per magia, alle origini della visione: allucinazioni che distruggono le forme drammatiche per ricomporle in un quadro astratto, ma mai incompiuto.
Brandelli di fatti.
Si presenta un puzzle misterioso fatto di allusioni e rimandi, universo inquietante e labirintico.
Una visione dall’interno, come un quadro che si “squadra” e si espande.
Il tempo è una sinfonia minimale di microaccadimenti che solo un rinnovato esserci (per l’azione) riesce a manifestare.
Una fantasmizzazione della percezione della frontiera e del confine.
Le suggestioni si agganciano fra loro e quel che le unisce è l’euforia che ci danno o la repulsione che suscitano in noi.
Il movimento frammentario conduce alla dissipazione dei corpi che permettono all’azione (agli avvenimenti) di muoversi, di spostarsi in avanti. Ma sempre di corpi e di desiderio si tratta. E’ attraverso questi due termini che si attua la seduzione sui nostri sensi.
I corpi sono autentiche sonde dell’immaginario: vorrebbero uccidere il tempo ma ne sono inevitabilmente decisi.
Questi individui sembrano vivere in una dimensione grottesca e perpetua, come se fossero a conoscenza di un segreto la cui parola d’ordine risiede in semplici occhiate cariche di sapere o in cenni animaleschi quando imbattono lo sguardo in qualcosa di impercettibilmente palpabile.
Tutto, irrimediabilmente, si perde per (non) capire che non siamo noi a guardare i corpi ma sono loro a guardare noi.
Ci affidiamo all’esercizio seguente per dare colore, carne e parole ad un luogo in continuo mutamento.
- SULLA CONOSCENZA IRRAZIONALE DELL’OGGETTO -
Domande:
1. È diurna o notturna? - 2. A chi appartiene? - 3. E’ rassicurante? - 4. Dov’è? - 5. Si può accompagnare con la luna? - 6. Da dove viene? - 7. Quante persone contiene? - 8. Dove la metteresti in uno spazio vuoto? - 9. Come reagisce al fuoco? - 10. E al buio? - 11. A quale delitto corrisponde? - 12. Di che materiale è fatta? - 13. Di che materiale la vorresti? - 14. Che rapporto hai con lei? - 15. Che lingua parla ? - 16. Come muore? - 17. Con che cosa dovrebbe incontrarsi in un tavolo di dissezione perché ciò sia bello?
Risposte:
1. Notturna - 2. A lui - 3. No - 4. Sul palmo della mano - 5. Si - 6. Dal mio stomaco - 7. Infinite - 8. A terra in un angolo lontano a sinistra - 9. Diventa luce incandescente - 10. Si apre - 11. Bestiale - 12. Quarzo - 13. Sconosciuto - 14. Diffidenza ma mi incanta - 15. Non la mia - 16. Spalancandosi come un urlo - 17. 2 rotule, 2 clavicole e un ventre.


