rassegna “Body Shot – corpo e movimento” III edizione
corpo a corpo
Dreamachine
dreamachine
corpo a corpo
corpo a corpo
un progetto di Daria Deflorian
condiviso con Alessandra Cristiani
interpretazione e movimenti
Alessandra Cristiani
collaborazione artistica
Nicola D’Angelis
Lorenzo Letizia
regia
Daria Deflorian
una produzione Dreamachine 2006
in collaborazione con: Accademia degli Artefatti,
Associazione L’Arco, Ruota Libera Teatro
la nuova versione del progetto nel 2007
ha avuto il sostegno del Mulino di Amleto, Rimini

Corpo a corpo è un progetto attorno alla violenza, ai segni che ogni atto violento (anche quello apparentemente più banale) lascia sul corpo di chi lo ha subito. Una mappa delle visibili e invisibili ferite di cui non calcoliamo l’evidenza per via della capacità di rimozione e di sopportazione.
Con Alessandra Cristiani abbiamo lavorato partendo dai bordi più esterni di questa landa sconfinata: abbiamo visto molti film insieme, in particolare ci ha fatto da guida John Cassavetes di cui rimangono nel risultato finale molte tracce sonore e non solo. Ci hanno accompagnato le incredibili aperture dei suoi film che danno l’impressione di entrare nella vicenda con lo scasso, di cogliere l’azione nel suo divenire. E poi i finali arbitrari, mai gratuiti, con la loro fluidità, con la loro “incompiutezza essenziale del divenire”. E soprattutto i corpi, che sembrano cercare l’istante della più grande fragilità, il rischio della rottura. I film di Cassavetes moltiplicano le immagini dei crolli, di corpi che si accasciano, che si lasciano andare. Momenti quasi miracolosi in cui il corpo si disfa e, nello stesso tempo, si rivela a se stesso.
Dopo aver lavorato nei precedenti progetti attorno ad una stretta drammaturgia tra immagini video e performance teatrale (Manovre di volo, 2001 e Torpignattara, 2004), questa volta le immagini sono nelle vene e nell’aria. Non solo Cassavetes, ma anche frammenti sonori da Cuore selvaggio di David Lynch , da Persona di Ingmar Bergman. Non una replica delle scene dei film dal vivo ma la re-invenzione di quelle schegge per una performance teatrale pura in uno spazio vuoto. Il corpo come uno schermo e le parole di Artaud stampate in mente: “…è anzitutto importante spezzare la soggezione del teatro al testo e ritrovare la nozione di una sorta di linguaggio unico a mezza strada fra gesto e pensiero.”
Frammenti sonori di film, lunghe sequenze di movimento che aprono i temi della memoria nel corpo, brevi testi di Dorothy Porter per un corpo a corpo tra gioco narrativo e libertà performativa.
Daria Deflorian.
Attrice e regista di spettacoli teatrali. Laureata al Dams spettacolo con una tesi sul teatro immagine in Italia, ha studiato tra gli altri con Domenic De Fazio, Danio Manfredini, Pippo Delbono, Masaki Iwana, Gabriella Bartolomei. Ha lavorato come attrice per il Teatro di Roma, Teatro Stabile delle Marche, Pippo Delbono, Accademia degli Artefatti, Remondi e Caporossi, Il Pudore Bene in Vista, Dark Camera. Nel 2006 ha lavorato a New York al NYTW come interprete di Kaos, uno spettacolo diretto dalla coreografa Martha Clarke. E' stata assistente alla regia per Anna Karenina di Eimuntas Nekrosius, Edipo re di Mario Martone e per Gente di plastica di Pippo Delbono. Da sempre interessata al rapporto tra testi narrativi e poetici e loro visione sulla scena, ha ideato e interpretato spettacoli, performance e letture, in particolare su autori del Novecento: Gabriel Garcia Marquez (Diluvio, Premio Opera Prima di Narni), Ingeborg Bachman (In cerca di frasi vere); Pier Paolo Pasolini (Piccoli poemi d’azione e La passione), Fernando Pessoa (Schlafen ohne Ort con il coreografo Georg Blaschke), Samuel Beckett (Ne ide pa ne ide di Stefano Gabrini) Daniele Del Giudice (Per l’errore e Manovre di volo, con Leonardo Filastò). Nel 2004 ha partecipato al "Progetto Petrolio" per il Teatro Stabile di Napoli con lo spettacolo Torpignattara. Nel 2006 ha presentato al Teatro India di Roma Corpo a corpo, progetto condiviso con Alessandra Cristiani. Nel 2008 ha debuttato con Rewind, un omaggio a Café Müller di Pina Bausch, progetto condiviso con Antonio Tagliarini e sempre nel 2008 con ArgheTeatro ha presentato al festival Inequilibrio Esploso di Castiglioncello lo studio per Bianco, testo di Azzurra D’Agostino e musiche di Silvia Colasanti, di cui ha firmato la regia.
Alessandra Cristiani
Attrice di marca odiniana dal 1990, danzatrice di provenienza butoh dal 1996. Ha studiato tra gli altri con Masaki Iwana, Akira Kasai, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Joko Muronoi. Si è laureata con una tesi sul butoh : Masaki Iwana e la tradizione del “Buto Bianco”. “The Inthensity of nothingness”: Una metodologia della danza. In qualità di danzatrice lavora come solista (Eco, Fiori, Geynest under gore, io è un altro, XY) e nella compagnia Habillé d’eau diretta da Silvia Rampelli: “Enzimi Danza 2002”, “Generazione Scenario 2003”, segnalazione della critica all’“International Teatarfest”di Sarajevo, 2004, “La Biennale di Venezia 37. Festival Internazionale del Teatro”, 2005. Per il teatro ha lavorato con Fabrizio Crisafulli, Roberto Latini, Massimiliano Civica.


