07/02/08 20:30
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SCATOLE SONORE

rassegna di musica, arti visive e performative

h. 20:30 esposizione foto:
TAMARA SCIFONI

h. 20:30 film:
S-KIPS 2007 di McBett

h. 22:00 performance:
FLAVIO ARCANGELI
in
Presagio -
primo studio

h. 22:30 concerti:
CAMUSI
(stefano giust + madame p)

VONNEUMANN


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SPAZIO MUTO

Il Corpo, come scatola nera del nostro esistere, ha scritto su di sé tutto ciò che/chi siamo,
vogliamo e soprattutto non vogliamo...sa tutto quello che noi non sappiamo di noi.
Il lavoro di TAMARA SCIFONI è una indagine sul corpo, nel corpo attrverso il corpo. Su quello che esso dice rispetto a quello che noi non diciamo nè ci diciamo.
Questo lavoro -"Spazio Muto"- è una tappa di questo percorso: un momento della ricerca di una corrispondenza visiva alla percezione del corpo intesa come "propiocezione di/del sé.
Ogni canale sensoriale crea una immagine senso-specifica del sè...
L' elemento Specchio/obiettivo è un ponte tra Me e il Me.

S-KIPS 2007
(Presentazione di Brian Crowley, curatore del Pearse Museum, Dublino )

[...]Nel 2005 McBett allestí una personale dei suoi lavori, intitolata Way Out (Via d'Uscita), nel Carcere di Kilmainham. Questo documentario spiega in dettaglio il percorso concettuale contenuto nella mostra, la conseguente reazione sia del pubblico che del personale del museo alle opere esposte e la finale distruzione di questi lavori, titolato Leap Into the Void (Salto nel Vuoto), di fronte ad un pubblico di testimoni. Il film inizia guardando al Carcere come un edificio iconico e minaccioso, un simbolo della lotta per l'Indipendenza Irlandese. Per quanto possa aver posseduto un passato denso di miseria e martirio, la Prigione e' mostrata nella sua presente incarnazione di destinazione turistica estremamente popolare, che attrae sia turisti che visitatori nativi Irlandesi. Fra una sequenza di immagini del tour guidato, ascoltiamo McBett in conversazione col precedente curatore, Pat Cooke. Ella ci parla dell'effetto che l'edificio ha avuto su di lei e del suo desiderio di esporre arte in luoghi inaspettati per il pubblico. La parte successiva del film guarda alla mostra allestita nell'Ala Est del Carcere. Le opere hanno toccato una varieta' di tematiche in relazione con la storia del Carcere; problematiche di confinamento, liberazione, abuso dei diritti umani, sacrificio e nozioni di punizione. Ispirazione e' stata trovata da una varieta' di fonti - in film, mitologia, geologia, il movimento dei diritti civili e musica. I testi provenienti da una varieta' di autori, incluso Jonathan Swift, Patrick Pearse e Samuel Beckett, che sono stati molto influenti. McBett ha anche realizzato un'opera assieme a delle detenute del Carcere di Mountjoy (l'attuale carcere femminile di Dublino, ndt). La reazione dello staff e dei visitatori alla mostra in molti versi forma l'aspetto piú interessante di questo film. Per molti, la mostra ha fornito una provocatoria rielaborazione dell'immaginario dell'edificio, scombussolando la tendenza di edifici che vengono conservati come luoghi di patrimonio storico a diventare "sicuri".
[...] Molti hanno disapprovato la sua semplice presenza in un luogo da essi considerato un santuario repubblicano. Ironicamente, per quanto i personaggi storici che vi sono stati incarcerati abbiano potuto provare emozioni fortemente negative contro l'edificio, esso é oggi considerato un luogo sacro da molti dei loro ammiratori di oggi. [...]
Puó l'arte essere usata per offrire vie alternative al modo in cui guardare la storia di un edificio? Conservando una struttura come luogo di patrimonio e attrazione per visitatori ne neutraliziamo anche il suo potere, consegnandola alla sicurezza della storia? La parte finale di S-Kips offre sequenze di un evento intitolato Leap into the Void (Salto nel Vuoto). Questa opera performativa, sottotitolata Homage to the School of Sensitivity (Omaggio alla Scuola della Sensibilitá), mostra la "dematerializzazione" delle opere d'arte.
[...] dietro questo evento si trova, secondo me, un piú ampio e stimolante messaggio.
[...] Distruggendo la sua arte, McBett ha mostrato che anche la sua interpretazione dell'edificio, il significato in cui lei lo inscrive, passerá. Questo é sottolineato nel film da intermezzi di immagini di lavori in corso e di distruzione che hanno luogo nell'area che circonda il Carcere. Mentre l'edificio stesso viene conservato, esso non é immune al flusso che lo circonda. La stuttura puó non cambiare, ma l'attitudine della societá riguardo ad esso cambia. Nel mese di Luglio di quest'anno ho avuto l'opportunitá di vedere un premontaggio del film e ne sono stato rimasto profondamente impresso. Sono stato coinvolto nelle Carceri di Kilmainham fuori e dentro circa undici anni e raramente ho avuto un'esperienza che mi provocasse un cosí fondamentale cambio di idee riguardo questo edificio.

FLAVIO ARCANGELI primo studio su Presagio

Il presagio a cui faccio riferimento è quello di S. Giovanni Battista. Durante la danza di Salomè, il Battista è in cella in prigionia e di lì a poco i gendarmi verranno a prenderlo. Questo lavoro trae ispirazione da due esperienze per me fondamentali. Una è il film di Pier Paolo Pasolini "Il Vangelo secondo Matteo", di cui il mio studio è anche in parte, per alcune scene, una rilettura (ovviamente personalissima).
L' altra è l'escursione sull' Etna che ho compiuto l' estate scorsa. Lo stesso scenario del vulcano, è stato utilizzato da Pasolini per ambientare diverse riprese del suo film nel '64.

titolo: "primo studio su Presagio"
ideazione e danza: Flavio Arcangeli
musiche: Samuel Barber, Johann Sebastian Bach, Robert de Visée, Federico Scalas
produzione: Teatro Furio Camillo
durata: 20'

CAMUSI è il nome utilizzato dal duo composto da Patrizia Oliva aka Madame P (voci, elettronica) e Stefano Giust (batteria, piatti, oggetti).
Il progetto si concretizza attraverso la pratica della musica di improvvisazione, ma anche tramite idee compositive che organizzano le performances.
Pubblicato da "Setola di Maiale".
Camusi ha suonato in Italia, Regno Unito, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo.
www.myspace.com/stefanogiust
www.myspace.com/madamepi


vonneumann
vonneumann, brevemente detto nn, nasce dallo scioglimento (nel 1999) di un gruppo, gli arborio, composto esattamente dalle stesse persone che, ad oggi, compongono nn. sarebbe lunga spiegare perché e percome ci si è ritrovati a sciogliere un gruppo per formarne un altro apparentemente identico e ciò non verrà fatto in questa sede.
[...]
della musica si può dire che nn iniziò come free rock composto da batteria, basso e due chitarre. furono aggiunti poi: clarinetto soprano e basso, tromba, violoncello e un massiccio uso del computer, sia in fase di esecuzione (synth virtuali, drum machine, dsp in tempo reale, macchine programmate in max/msp e reaktor) che in fase di editing, vista come ulteriore fase di composizione.

(www.vonneumann.net )

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