“SETTETESTE associazione culturale” presenta
N.I.L.O.
Nuovi Ideali nei Limiti Odierni
drammaturgia e Regia: Manuela Cherubini e Simona Senzacqua
interprete: Simona Senzacqua
musica: Roberto Fega
interprete: Simona Senzacqua
musica: Roberto Fega
N.I.L.O.
Nuovi Ideali nei Limiti Odierni
Per Cleopatra, presidente di una multinazionale, la NILO s.p.a., donna seducente e colta, soggetta all’amore ed avvezza al potere, dopo l’abbandono e il tracollo economico, il suicidio risulta essere l’unica via per salvare l’onore.
Antonio, l’uomo che ama, consigliere delegato dell’azienda TIBER, l’ha tradita, ingannata e travolta in uno scandalo finanziario: è fuggito, abbandonandola ad affrontare le conseguenze del fallimento finanziario e sentimentale.
Cleopatra è nel suo ufficio, con il fedele segretario, Carmine, che ne asseconda gli stati d’animo, mutevoli: godere di ciò che resta, affrontare lo scandalo, la stampa, i giudici o morire e salvaguardare la sua dignità? C’è forse un’altra via?
La nostra Cleopatra è nient’altro che una donna, potentemente fragile, ironica, tragica, nobilissima e meschina, nella nudità della sua solitudine, che offre agli occhi, come attraverso il buco di una serratura. Si possono cogliere i gesti d’abbandono, alla tristezza, al disperato desiderio di vivere innanzitutto, di morire sopra ogni altra cosa.
“Grande compiere l’atto conclusivo che fermando l’effimero e bloccando il mutamento, ci addormenta e ci fa per sempre salvi dal sapore del fango.”
C’è forse un’altra via?
Antonio, l’uomo che ama, consigliere delegato dell’azienda TIBER, l’ha tradita, ingannata e travolta in uno scandalo finanziario: è fuggito, abbandonandola ad affrontare le conseguenze del fallimento finanziario e sentimentale.
Cleopatra è nel suo ufficio, con il fedele segretario, Carmine, che ne asseconda gli stati d’animo, mutevoli: godere di ciò che resta, affrontare lo scandalo, la stampa, i giudici o morire e salvaguardare la sua dignità? C’è forse un’altra via?
La nostra Cleopatra è nient’altro che una donna, potentemente fragile, ironica, tragica, nobilissima e meschina, nella nudità della sua solitudine, che offre agli occhi, come attraverso il buco di una serratura. Si possono cogliere i gesti d’abbandono, alla tristezza, al disperato desiderio di vivere innanzitutto, di morire sopra ogni altra cosa.
“Grande compiere l’atto conclusivo che fermando l’effimero e bloccando il mutamento, ci addormenta e ci fa per sempre salvi dal sapore del fango.”
C’è forse un’altra via?
Alla base del progetto un lavoro drammaturgico che vede la commistione tra il testo teatrale di W. Shakespeare ANTONIO e CLEOPATRA e un testo originale fatto del modo di parlare e di riflettere del contemporaneo e messo sotto una forma poetica; versi, rime e frasi spezzate.
Un lungo monologo che mostra a poco a poco gli intenti del personaggio. Come un puzzle i tasselli si aggiungono man mano, per poi, darne il quadro completo.
Un lungo monologo che mostra a poco a poco gli intenti del personaggio. Come un puzzle i tasselli si aggiungono man mano, per poi, darne il quadro completo.
Il lavoro d’interpretazione si basa sulla contraddizione che ruota intorno alla decisione definitiva del personaggio di compiere o meno il suicidio. In una condizione di messa in gioco continua l’interprete entra in sintonia con la disperazione e l’atteggiamento volitivo e capriccioso del personaggio di Cleopatra. Lo spettacolo risulta essere un’oscillazione continua, tra tragico e comico, a volte si manifesta con stacchi netti, altre in un sottile intreccio.
Il lavoro musicale di Roberto Fega (Carmine), rigorosamente dal vivo, possiede una non linearità nel suo intervento. Attraverso la campionatura di suoni, brani e altro, il musicista riusa il materiale per farne materia viva ogni volta; rispetta alcuni momenti, improvvisa su altri sempre in relazione con l’agire e il parlare del personaggio.
La scrittura e la regia sono il risultato di un incontro.
Ho conosciuto la regista Manuela Cherubini circa un anno fa e subito ho collaborato con lei come attrice. Da questa prima collaborazione è nata una simpatia artistica che ci ha portato a lavorare insieme su questo progetto che già da tempo avevo intenzione di realizzare.
N.I.L.O. è stato presentato come 1° studio al Rialto Sant’Ambrogio di Roma all’interno della rassegna teatrale Y – l’altra incognita e nella versione finale di spettacolo al Festival Tarquinia Teatro di Tarquinia


