Accademia degli Artefatti presenta
regia di Fabrizo Arcuri
INSULTI AL PUBBLICO
di Peter Handke
ORARI SPETTACOLO:
16, 18 e 20 ore 22:00
17 e 19 ore 21:00

Prima che uno spettacolo è un manifesto: indica contenuti e modi del teatro oggi, su come e cosa si può o si deve comunicare, e sulla condizione attuale del pubblico (borghese).
Naturalmente la forza e l’efficacia del testo risentono degli anni trascorsi, ma c’è una vena ironico-polemica che attraversa il testo, e che ha ancora un potere di attrazione molto forte e una possibilità di parlarci in modo vivo e concreto.
Gli attori, come da indicazione dell’autore, si contendono il testo e un megafono e il pubblico. Ma sono alleati e si capisce, e si subisce quest’alleanza come una minaccia.
Prima che uno spettacolo è uno studio, una riflessione esposta e in progress, che in qualche modo interpreta un naturale rifiuto nei confronti del simbolo e della metafora, nei confronti dell’espediente e della verosimiglianza, nei confronti della possibilità stessa di rappresentare. Nessuna pretesa, non succede nulla e questo nulla non rappresenta nient’altro se non la tortura della parola, di chi la dice e di chi l’ascolta.
Naturalmente la forza e l’efficacia del testo risentono degli anni trascorsi, ma c’è una vena ironico-polemica che attraversa il testo, e che ha ancora un potere di attrazione molto forte e una possibilità di parlarci in modo vivo e concreto.
Gli attori, come da indicazione dell’autore, si contendono il testo e un megafono e il pubblico. Ma sono alleati e si capisce, e si subisce quest’alleanza come una minaccia.
Prima che uno spettacolo è uno studio, una riflessione esposta e in progress, che in qualche modo interpreta un naturale rifiuto nei confronti del simbolo e della metafora, nei confronti dell’espediente e della verosimiglianza, nei confronti della possibilità stessa di rappresentare. Nessuna pretesa, non succede nulla e questo nulla non rappresenta nient’altro se non la tortura della parola, di chi la dice e di chi l’ascolta.
“un continuo via vai, un entrare e uscire, un prendere le distanze, in modo ironico o disperato, dalla possibilità stessa di una rappresentazione”
Andrea Porcheddu Del teatro 26 gennaio 2006
“Un testo teatrale apparentemente datato può ancora servire se opportunamente rinvigorito da un lavoro di riscrittura e messa in scena? Sembra proprio di sì”
Giulio Castelli Liberazione 21.01.2006
Traduzione: E.Filippini
Regia: Fabrizio Arcuri
Con: Daria Deflorian e Pieraldo Girotto
Scene e costumi: Rita Bucchi
Sonoro: Dj Rasnoiz
Produzione: accademia degli artefatti 06
In collaborazione con: Radio RAI 3
www.artefatti.org


