20/11/07 - 29/11/07 21:30
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RASSEGNA TEATRALE ANTOLOGICA DI
OSCAR DE SUMMA

Hic Sunt Leones – Selfportrait – Riccardo III


SPETTACOLI IN SCENA


dal 20 al 22
Hic Sunt Leones
stavamo peggio quando stavamo meglio

dal 23 al 25
Selfportrait
d'amore la bocca, di odio la testa

dal 27 al 29
Riccardo III
il potere logora chi non ce l'ha


www.oscardesumma.it




Hic Sunt Leones
in scena dal 20 al 22 novembre

in breve
Siamo al sud, terra possente, irrigata con la cultura dell’Ellade più florida prima, col sangue del silenzio dopo, dove il rigore del sole è oro e colore negli occhi, negli animi, dove si potrebbe, con un po’…ma fa troppo caldo per cambiare le cose! Lo scirocco che c’è domina, come un dio, minore, e immobilizza, paralizza tutta quella gioventù possente, in attesa, davanti ai bar, in quaresima di sogni e le cui bocche sono pronte a mordere le più trucide bestemmie: qui tutto è predisposto perché niente cambi!!! Eppure in questa calura rassegnata una fragilità fa breccia.
Due fratelli: uno conforme alla regola, il maschio, che senza domande segue alla lettera il destino che gli è stato assegnato, che parla in prima persona e senza esitazioni; l’altro invece che si lascia pervadere dalla sua fragilità, dal femmineo, un omosessuale che parla di sé in terza persona proprio perché parla di una parte di sé che non conosce: subito l’incontro volge in tragedia. Una tragedia colta nella sua “grecità”, epica, universale, eppure così meridionale, dove lo sfondo è mistico, dove la madre è madonna impossibilitata ad agire, può solo vivere totalmente il dolore, entro le forme stabilite; dove entrambi i protagonisti sono predestinati a compiere l’atto estremo, l’unico possibile: il sacrificio, vissuto con consapevolezza ma senza alternative.


Selfportrait
in scena dal 23 al 25 novembre

in breve

Da sempre la follia resta argomento d’interesse e di fascino più che diffuso.
Molte sono infatti le scienze e le letterature che se ne sono occupate senza però riuscire mai ad arrivare sostanzialmente a nessuna conclusione definitiva che tolga dall’imbarazzo del potrebbe succedere a tutti. Ci sono sicuramente stati passi avanti rispetto alle tipologie, alle cause particolari scatenanti, a volte anche a terapie possibili, ma quasi sempre sono empirismi, fortunati o meno, che tentano la comprensione ma che rimangono alla catalogazione. Il dato fondamentale che si rivela è, forse ciò che appunto affascina, la frattura.
Attraverso questa frattura scopriamo, deduciamo, intuiamo spazi sconosciuti che la codifica e la
strutturazione dei comportamenti cosiddetti normali non ci permette ne di guardare ne tanto meno di
vivere: varcate le mura che cingono la città (la ratio) si apre l’orizzonte infinito, inizia la dismisura punita dagli dei, che l’uomo non è strutturato in modo di poter reggere tale dismisura. È lì che io mi sono affacciato, prendendo spunto dai telegiornali, che sempre più spesso ci raccontano di gente impazzita; nel caso specifico la storia è quella di un uomo che impazzisce, uccide la moglie e poi si uccide: è lì che mi sono affacciato cercando di attenermi strettamente ai fatti e solo per scoprire che i fatti non possono sottostare alla logica della narrazione o della cronaca. Per essere raccontati devono per forza attenersi ad una logica della sensazione: coinvolgere e stravolgere costantemente i livelli di percezione dei differenti sensi, per meglio corrispondere al reale del protagonista, ovvero l’attraversamento della frattura da cui non c’è più ritorno se non a patto di dimenticare… a meno che non si utilizzi l’arma tagliente e redentrice dell’”ironia”


Riccardo III
in scena dal 27 al 29 novembre

in breve
Finita la guerra delle due rose che vede contrapposti i Lancaster e agli York, il nostro Riccardo duca di Gloucester si trova improvvisamente nullafacente, lui che non è avvezzo a frequentare i salotti di corte perché, ahimè, gobbo e zoppo. Decide allora di fare l’unica cosa che può fare: la scalata al trono. Con un fine stratagemma fa condannare a morte suo fratello Clarence dall’altro suo fratello ovvero il re Edoardo e prima che l’ordine sia revocato Riccardo lo fa eseguire da due sicari da lui assoldati. Il re Edoardo appresa la notizia muore di dolore: ma questo è solo il primo passo. In due delle pagine più belle che ha scritto Shakespeare, Riccardo fa innamorare di se Lady Anna a cui ha ucciso in guerra il padre e il marito. Poi durante un consiglio di corte, sempre appoggiato dal suo fido luogotenente Ratcliff e dall’alleato cugino Buckingham, accusa di tradimento e fa uccidere Lord Hastings ovvero il ciambellano di corte e tutore dei due eredi diretti alla corona ancora minorenni … che da lì a breve … ma non si ferma qui Riccardo, continua la sua strage, ammazzando anche chi gli è fedele solo perché sospettato … fino a diventare a tutti gli effetti Re!!!

3 categorie assegnate a questo evento:

teatro rassegna antologica

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