18/09/07 - 01/10/07 21
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panoramica su tutta
La Stagione Teatrale al Rialto

le rassegne e gli spettacoli fino a giugno 2008

La nostra nuova stagione teatrale si muove lungo un tracciato che cerca di unire l'attenzione verso percorsi artistici emergenti, la collaborazione e il sostegno rinnovati alle realtà di ricerca romane e italiane, e l'incontro con alcuni nomi ormai storici del teatro contemporaneo. Tre aspetti che concretizzano su diversi fronti la scelta del Rialto di restituire un punto di osservazione privilegiato sulla scena contemporanea, nella radicata convinzione che la commistione e l'incontro tra gli artisti sia uno dei nodi stringenti di questi ultimi anni.

Le proposte giunte al Rialto sono in costante crescita, e anche per la stagione 2007/2008 ci siamo trovati a scegliere tra più di cento progetti, in gran parte di notevole interesse. Servirebbero molti più spazi, a Roma, per rendere giustizia dell'effervescenza della scena indipendente che la anima: abbiamo operato delle scelte tenendo presente la specificità del Rialto, luogo non solo teatrale, dove circuitano molteplici forme espressive con i rispettivi pubblici. Questa considerazione, ad esempio, ci ha portato a rinsaldare la scelta di disseminare lungo la stagione appuntamenti mensili che raggruppano artisti dagli approcci assai diversi, che autonomamente hanno lavorato lungo uno stesso asse di indagine. L'idea alla base è rendere il più possibile "leggibile" questi percorsi a un pubblico eterogeneo, reale, non di soli addetti ai lavori, e contemporaneamente stimolare l'incontro e il confronto tra gli artisti. Parallelamente, abbiamo scelto di approfondire alcuni percorsi che, a nostro giudizio, sono giunti a una maturazione particolarmente interessante.

L'apertura della stagione è affidata a Fanny&Alexander, per un progetto che vedrà la compagnia di Ravenna proporre contemporaneamente uno spettacolo – «Vario», una "conferenza" sull'esperienza del progetto Heliogabalus – un laboratorio e la presentazione del dvd «Rebus per Ada», edito da Sossella editore. Si prosegue con la compagnia aretina CapoTrave e la loro indagine su un Don Giovanni contemporaneo ne «I Supermaschi». Vesuvio Teatro e Babbaluck, da Napoli, ci spiegheranno come farci "il nostro film da soli" nel progetto dedicato a Faust «Vicoscassacocchi 2012”; mentre Antonio Pizzicato, da Napoli, proporrà il suo audace mix di testi tra Dante, Zucchero, Rilke e Little Tony (tra gli altri) in «Canzoni d’amori feroci». Teatro Sotterraneo, giovane formazione fiorentina, tra le più interessanti di quelle uscite dalla fucina del premio Scenario, torna al Rialto con la nuova produzione, «Post-it». Rem&Cap, duo storico della ricerca teatrale, riprende «Sacco», lavoro ormai classico del loro repertorio, riallestito con Armando Sanna e Pasquale Scalzi. Infine due autori della scena contemporanea romana: Giulio Marzaioli, con la riduzione per la scena del testo «Ipogei» e Rafaele Morellato Lampis (toscano ormai naturalizzato romano) con «Hansel & Gretel».

A novembre si rinnova per il quarto anno la collaborazione con UBU SETTETE, periodico indipendente di critica e consorzio teatrale, quest’anno allargata al Teatro Furio Camillo. La sesta «fiera delle alterità teatrali romane», con la sua lente d’ingrandimento sul teatro emergente, si svolgerà una settimana al Furio e una settimana al Rialto e quest’anno avrà un’apertura particolarmente ampia su realtà extra-romane.
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Abbiamo voluto approfondire, per questa stagione, il rapporto con alcuni degli artisti che da anni frequentano il Rialto, mettendo in scena i loro spettacoli o allestendoli qui da noi. ANTOLOGICA propone un focus sui loro percorsi, accostando tre spettacoli. Si tratta di una scelta di “sguardo di repertorio” poco frequentata in Italia, ma che allena lo spettatore a un approccio meno occasionale ai percorsi artistici.
La prima “antologica” è dedicata all’attore brindisino Oscar De Summa, che a novembre porterà tre monologhi scritti e interpretati da lui: «Hic Sunt Leones», «Self portrait» e «Riccardo II».
La Puglia occupa quest’anno un posto privilegiato nella programmazione del Rialto. Dopo De Summa sarà la volta di Saba Salvemini con il suo studio su Koltès «Studio K», e del «Cirano De Bergerac» di Michele Santeramo, di Teatro Minimo, entrambi da Bari. Nella programmazione di dicembre troviamo il nuovo lavoro del tarantino Alessandro Langiu, mentre alla ripresa dopo Pasqua Antonio Lanera, col suo monologo «Essere e non essere, ovvero se questo non è amore».

A dicembre torna GLI OCCHI DELLA MEMORIA. È la quarta edizione per la rassegna di teatro di racconto sociale che ha tra i suoi obiettivi l’indagine del rapporto tra teatro e memoria del presente oltre i limiti della narrazione. Troviamo il Cada Die teatro di Cagliari, con «Arcipelaghi», dall’omonimo romanzo di Maria Giacobbe; la formazione milanese DannyRose, con «Le mani sula città», un monologo sulla speculazione edilizia; Manachuma, con il racconto dei moti di Reggio Calabria, la loro città, in «’70voltesud»; Alessandro Langiu, che ricostruisce la vicenda dell’Enichem di Manfredonia in «Anagrafe Lovecchio»; il romano Simone Faloppa, con «Li corpi scuri», dove racconta le vicende di un impiegato nell’Italia corrotta degli anni Ottanta; il Teatro di Bambs in «S.L.O.I. machine», ricostruzione della vicenda della Società Lavorazioni Organiche e Inorganiche di Trento, la loro città, che produceva il piombo per la benzina super; Stradevarie propone uno sguardo sula Resistenza delle donne di Carrara in «A piazza delle erbe!»; infine, Mutamenti da Grosseto ricostruiscono la vicenda di Phoolan Devi, la regina dei banditi indiana.

La ripresa a gennaio è dedicata alla scena romana. Si apre con l’Accademia degli Artefatti, che hanno caratterizzato la storia del Rialtosantambrogio, per proseguire con il percorso nella nuova drammaturgia ispanofona intrapresa da Psicopompo Teatro, che traduce e presenta per la prima volta in Italia il lavoro dell’argentino Javier Daulte, «Criminal». A seguire il nuovo lavoro di Malebolge, «Serataccia» di Lucia Calamaro.
La terza edizione di DRAMORAMA, rassegna di nuovi approcci alla drammaturgia, prosegue l’indagine sulla scena romana raccogliendo a febbraio le altre tre “antologiche” della stagione: da qui il sottotitolo Tre alla terza. Protagonisti sono Andrea Cosentino (con «L’Asino albino», «Angelica» e «Antò le momo»), Daniele Timpano (con «Caccia ‘l Drago», «Dux in scatola» e «Ecce Robot») e Antonio Tagliarini (con la trilogia «Freezy», «Titolo provvisorio: senza titolo» e «Show»).

Seconda edizione a marzo per Y – L’ALTRA INCOGNITA, rassegna di personaggi, storie e visioni al femminile. Non un teatro di genere, ma uno sguardo su un immaginario. Si apre infatti con la versione ‘maschile’ di «Psicosi delle 4.48» di Sarah Kane, ad opera di Andrea Cramarossa; Serena Gatti di Azul Teatro propone l’assolo «In Bilico», ispirato a Genet; Federica Lenzi indaga la figura del marchese De Sade ne «Il serpente e la rosa»; Luisa Merloni e Federica Santoro si confrontano con la scrittura di Elfriede Jelinek, nella traduzione di Werner Waas, in «Drammi di Principesse»; infine Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, insieme per un omaggio a Pina Bausch in «Rewind».

Seconda edizione anche per MEKANÉ – VISIONI SCENICHE E MACCHINE TEATRALI, che ad aprile proporrà uno sguardo sulla ricerca visiva e/o scenotecnica. Apre la collaborazione tra il Teatro delle Apparizioni di Roma e il Teatro dei Sassi di Matera, che presentano «Il giocattolo con i fili», preparazione alla danza del Mahabarata per persone e burattini; Teatro Ateo presenta «Icaro Caro d’oro cospArso», per l’antiregia e l’antinterpretazione di Flavio Sciolè; la formazione romana Muta Imago debutta con l’attesa versione finale di «(A+B)3», mentre il Gruppo Issù, da Ancona, propone una sperimentazione per ferro, danza, arti marziali e percussioni «Hermetica Experimenta»; i sardi Ooff.ouro portano a Roma il loro incontro con «Quad» di Samuel Backett dal titolo «ABQ»; infine, Gramigna_ct presenta la sua cronaca di una gioventù tedesca violenta e d’animo leggero, dal titolo «Uns Selbst».

L’ultima rassegna della stagione, a maggio, è BODY SHOT – CORPO E MOVIMENTO, alla sua terza edizione. Una carrellata di artisti che mettono il corpo al centro delle loro creazioni artistiche. Aprono due nomi della scena butoh romana: Giano con «Rivoltura» e Alessandro Pintus; a seguire la compagnia di Ravenna Nanou con «Tracce verso il nulla» e il progetto di Dreamachine con Alessandra Cristiani «Corpo a corpo», la formazione romana Kataklisma con i suoi piccoli orrori senza festa di «Buffet» e i milanesi di Perypezye Urbane con il loro studio investigativo di squilibri estetici «Possibili mosse assimilabili»; infine, ospite con due produzioni, la formazione barese ResExtensa, che presenta «Bosch: senza volto» e «Erodiade I», tratto dal poema di Testori.

Chiudono la stagione tre singoli spettacoli di altrettanti artisti, diversi negli approcci ma accomunati da un gusto “sopra le righe”: «N.I.L.O.» della romana Simona Senzacqua, già passato al Rialto in forma di studio, ora nella sua versione definitiva; «Per farla finita col teatro di vernacolo» del Teatro dell’Esausto di Firenze; e infine Gaetano Ventriglia, che, dopo l’Amleto di «Kitèmmùrt», indaga la figura di Iago nell’Otello nella nuova produzione «Kitèvviv».

Buona visione.







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