CONCERTO
Dean Roberts & Mike Cooper
chitarra / voce / electronics
Dean Roberts (Nuova Zelanda)
Mike Cooper (G.B.) - chitarra / voce / electronics
Dean Roberts (Nuova Zelanda)
Una musica che vuol suggerire più che dichiarare, sottile, quasi impalpabile nel battito e dalle tonalità melodiose, ma che sa impennarsi quando necessario.
Le architetture "avant-rock" di "Jealousy and Diamond" disegnano per Dean Roberts, Werner Dafeldecker e Martin Brandlmayr, ovvero Autistic Daughters, nuovi percorsi della
forma canzone. Partendo magari da idee ascoltate altrove, re-interpretate con una sensibilità altra, dove voci e strumenti "essenziali" parlano con semplicità di una materia sonora ben più complessa ed elusiva....
Dean Roberts è ormai una sorta di globetrotter, oggi possiamo trovarlo a New York, domani a Bologna o Vienna per uno show, e magari dopodomani dall'altra parte del mondo in Nuova Zelanda, il paese da cui proviene e a cui ogni tanto ritorna e in cui risiedono buona parte dei suoi affetti....
Staubgold ha anche ristampato nel doppio formato vinile e cd con diversa copertina, un pezzo importante e da tempo introvabile nella discografia di Roberts, quel "And the Black Moths Plays the Grand Cinema" uscito su Ritornell nel 2000...
Werner Dafeldecker e Dean già si erano incontrati a New York intorno al 1999. Werner lo invitò poi a Vienna per suonare in alcuni shows con lui, Christof Kurzmann, Burkhard Stangl e Dieb 13. "Ricordo che suonavamo questo pezzo dal titolo White Hole (scritto da Dafeldecker ndr…) , in Austria e Svizzera. Poi registrammo il cd "Aluminium", che
uscì su Erstwhile...
uno dei dischi più belli ed intensi della stagione (cd Kranky, vinile Staubgold) a nome Autistic Daughters, in compagnia di Werner Dafeldecker e Martin Brandlmayr il fantasioso batterista dei Radian e Trapist....
"Ero a Chicago quando Bill Mayer mi fece ascoltare Polwechsel e Jim O' Rourke m'introdusse al primo cd dei Radian. Ne fui subito attratto, anzi lo stesso Bill mi fece notare come ci fosse una certa... simmetria tra il suono dei Radian e quanto avevo fatto tempo
prima in Nuova Zelanda con i Thela...."
Intorno alla fine dell'anno scorso avevo alcune idee in proposito e ne stavo discutendo con
Stefano Pilia.
Avevo buttato giù delle parole su delle carte, nel mentre parlavamo del libro "Jealousy" di Alain Robbe Grillet per una qualche ragione. Ad ogni modo nei temi trattati in quel libro ci sono parecchi dettagli ossessivi. Poi il primo giorno del nuovo anno tra una birra e l'altra nasce la discussione intorno al nuovo album, che iniziava a riflettere un certo tipo di linguaggio, con temi ricorrenti tra le canzoni o comunque in stretta relazione tra loro. Ho pensato a ciò come a un teatro, con un cast di caratteri nei testi, stavo lavorando da solo a tutto questo e mi trovavo probabilmente nel punto più insano della mia vita. Stefano mi fu veramente d'aiuto con il suo supporto e consiglio, perché stavo vivendo in questa casa solo, nel mezzo dell'inverno, quasi perdendo la mia mente e la trama del tutto.
Ricordo che registrammo una versione di "Anniversary" dei Verlaines quella settimana, e in tutto quel riassumere o ricapitolare il progetto in corso, era un continuo e frenetico suonare e registrare.
Mi resi conto che l'unica cosa da fare era provare a fare di più, andare ancora oltre, come un tossico che tenta di smettere sostituendo una droga con un'altra...di Gino Dal Soler.
Phantom Island by Tam Patton
"There are islands that have been believed to exist, islands which have appeared on maps and have even had expeditions mounted to locate
or conquer them, yet they have still evaded our observation. Some are eventually established as imaginary; daemonic. Others are seen only on old maps and charts, disappearing in more modern depictions, dismissed as mistakes. Others still are unsuccessfully sought for decades, and dismissed as fanciful or mythic, and then embarrassingly found in plain view, under another, more familiar name. Mike Cooper is perhaps one of these islands. Born in England in 1942, his 40-plus years of constant re-invention, experimentation and quiet genius in a myriad of musical styles has evaded categorization, perhaps as a side-effect of having been almost completely ignored by history. Encompassing Blues, Folk, Roots music, Electronica, Jazz, Exotica / Lounge, Dance, Noise, Modern Composition or Improvisation (amongst others), Cooper's
expansive remit blasts orthodox categorization into the befuddled librarian's realm where it belongs."
Le architetture "avant-rock" di "Jealousy and Diamond" disegnano per Dean Roberts, Werner Dafeldecker e Martin Brandlmayr, ovvero Autistic Daughters, nuovi percorsi della
forma canzone. Partendo magari da idee ascoltate altrove, re-interpretate con una sensibilità altra, dove voci e strumenti "essenziali" parlano con semplicità di una materia sonora ben più complessa ed elusiva....
Dean Roberts è ormai una sorta di globetrotter, oggi possiamo trovarlo a New York, domani a Bologna o Vienna per uno show, e magari dopodomani dall'altra parte del mondo in Nuova Zelanda, il paese da cui proviene e a cui ogni tanto ritorna e in cui risiedono buona parte dei suoi affetti....
Staubgold ha anche ristampato nel doppio formato vinile e cd con diversa copertina, un pezzo importante e da tempo introvabile nella discografia di Roberts, quel "And the Black Moths Plays the Grand Cinema" uscito su Ritornell nel 2000...
Werner Dafeldecker e Dean già si erano incontrati a New York intorno al 1999. Werner lo invitò poi a Vienna per suonare in alcuni shows con lui, Christof Kurzmann, Burkhard Stangl e Dieb 13. "Ricordo che suonavamo questo pezzo dal titolo White Hole (scritto da Dafeldecker ndr…) , in Austria e Svizzera. Poi registrammo il cd "Aluminium", che
uscì su Erstwhile...
uno dei dischi più belli ed intensi della stagione (cd Kranky, vinile Staubgold) a nome Autistic Daughters, in compagnia di Werner Dafeldecker e Martin Brandlmayr il fantasioso batterista dei Radian e Trapist....
"Ero a Chicago quando Bill Mayer mi fece ascoltare Polwechsel e Jim O' Rourke m'introdusse al primo cd dei Radian. Ne fui subito attratto, anzi lo stesso Bill mi fece notare come ci fosse una certa... simmetria tra il suono dei Radian e quanto avevo fatto tempo
prima in Nuova Zelanda con i Thela...."
Intorno alla fine dell'anno scorso avevo alcune idee in proposito e ne stavo discutendo con
Stefano Pilia.
Avevo buttato giù delle parole su delle carte, nel mentre parlavamo del libro "Jealousy" di Alain Robbe Grillet per una qualche ragione. Ad ogni modo nei temi trattati in quel libro ci sono parecchi dettagli ossessivi. Poi il primo giorno del nuovo anno tra una birra e l'altra nasce la discussione intorno al nuovo album, che iniziava a riflettere un certo tipo di linguaggio, con temi ricorrenti tra le canzoni o comunque in stretta relazione tra loro. Ho pensato a ciò come a un teatro, con un cast di caratteri nei testi, stavo lavorando da solo a tutto questo e mi trovavo probabilmente nel punto più insano della mia vita. Stefano mi fu veramente d'aiuto con il suo supporto e consiglio, perché stavo vivendo in questa casa solo, nel mezzo dell'inverno, quasi perdendo la mia mente e la trama del tutto.
Ricordo che registrammo una versione di "Anniversary" dei Verlaines quella settimana, e in tutto quel riassumere o ricapitolare il progetto in corso, era un continuo e frenetico suonare e registrare.
Mi resi conto che l'unica cosa da fare era provare a fare di più, andare ancora oltre, come un tossico che tenta di smettere sostituendo una droga con un'altra...di Gino Dal Soler.
Mike Cooper (G.B.) - chitarra / voce / electronics
Phantom Island by Tam Patton
"There are islands that have been believed to exist, islands which have appeared on maps and have even had expeditions mounted to locate
or conquer them, yet they have still evaded our observation. Some are eventually established as imaginary; daemonic. Others are seen only on old maps and charts, disappearing in more modern depictions, dismissed as mistakes. Others still are unsuccessfully sought for decades, and dismissed as fanciful or mythic, and then embarrassingly found in plain view, under another, more familiar name. Mike Cooper is perhaps one of these islands. Born in England in 1942, his 40-plus years of constant re-invention, experimentation and quiet genius in a myriad of musical styles has evaded categorization, perhaps as a side-effect of having been almost completely ignored by history. Encompassing Blues, Folk, Roots music, Electronica, Jazz, Exotica / Lounge, Dance, Noise, Modern Composition or Improvisation (amongst others), Cooper's
expansive remit blasts orthodox categorization into the befuddled librarian's realm where it belongs."


