ALLA MADRETERRA
BODYSHOT corpo e movimento – II EDIZIONE
ideazione, installazione pittorica e danza Flavio Arcangeli
musiche Arvo Part, Fugazi, Barbara Strozzi, Napalm Death
musiche Arvo Part, Fugazi, Barbara Strozzi, Napalm Death
BODYSHOT corpo e movimento – II EDIZIONE
Alla Madreterra
Il tema è quello dell’unione, uomo-donna, bianco-nero, vita-morte. Vita e morte non sono separate come si pensa. Il bianco è il colore della luce, ma in giappone è anche il colore del lutto e del ricordo dei defunti, che non ha il significato triste che ha in occidente, è una trasformazione La vita e la morte sono insieme, questo va sempre tenuto presente. E’ una unione a cui non possiamo sottrarci, né farne a meno.
Una sposa compare sulla scena non mostra il volto ed è coperta da un cappotto, sembra un mendicante o un animale sacrificale impaurito. Quando è esausta finalmente cede e si mostra, il suo disvelamento coincide con la sua presentazione che è anche la sua offerta in sacrificio al mondo e alle sue convenzioni. Il brano dei Napalm Death è una sorta di melodia interna alla sua testa, un presagio della sua fine. Nella seconda parte ho voluto rendere omaggio a Jakson Pollock, l’artista dell’informale americano che aveva trasformato il quadro dipinto in arena dentro la quale agire. E forse più di ogni altro ha incarnato questa unione estrema tra arte e vita, ’’fino alla morte’’come recita il brano barocco di Barbara Strozzi.
Dentro l’azione pittorica di Jakson Pollock e in un vestito da sposa. Uno spettacolo sulla morte che sta dentro un’abito da matrimonio e nell’unione con i sui codici repressivi, e nell’altra forma d’amore unione che è la creazione artistica rappresentata dalla tormentata figura del pittore americano. E verso la fine va anche Pollock inscenato nella vestizione e poi a terra in un butoh dalle suggestioni pittoriche e plastiche concentrate in un corpo tragico della sua bellezza. Dove ’’la pittura è la vita stessa’’, come scrisse il pittore in una delle sue lettere, morto nel ’56 per un incidente di macchina. Quando l’automobile non può che distruggersi, con l’arte e la vita abbracciati nell’abitacolo[Sergio Lacavalla].
Il tema è quello dell’unione, uomo-donna, bianco-nero, vita-morte. Vita e morte non sono separate come si pensa. Il bianco è il colore della luce, ma in giappone è anche il colore del lutto e del ricordo dei defunti, che non ha il significato triste che ha in occidente, è una trasformazione La vita e la morte sono insieme, questo va sempre tenuto presente. E’ una unione a cui non possiamo sottrarci, né farne a meno.
Una sposa compare sulla scena non mostra il volto ed è coperta da un cappotto, sembra un mendicante o un animale sacrificale impaurito. Quando è esausta finalmente cede e si mostra, il suo disvelamento coincide con la sua presentazione che è anche la sua offerta in sacrificio al mondo e alle sue convenzioni. Il brano dei Napalm Death è una sorta di melodia interna alla sua testa, un presagio della sua fine. Nella seconda parte ho voluto rendere omaggio a Jakson Pollock, l’artista dell’informale americano che aveva trasformato il quadro dipinto in arena dentro la quale agire. E forse più di ogni altro ha incarnato questa unione estrema tra arte e vita, ’’fino alla morte’’come recita il brano barocco di Barbara Strozzi.
Dentro l’azione pittorica di Jakson Pollock e in un vestito da sposa. Uno spettacolo sulla morte che sta dentro un’abito da matrimonio e nell’unione con i sui codici repressivi, e nell’altra forma d’amore unione che è la creazione artistica rappresentata dalla tormentata figura del pittore americano. E verso la fine va anche Pollock inscenato nella vestizione e poi a terra in un butoh dalle suggestioni pittoriche e plastiche concentrate in un corpo tragico della sua bellezza. Dove ’’la pittura è la vita stessa’’, come scrisse il pittore in una delle sue lettere, morto nel ’56 per un incidente di macchina. Quando l’automobile non può che distruggersi, con l’arte e la vita abbracciati nell’abitacolo[Sergio Lacavalla].


