compagnia DENOMA presenta
SANTA BARBARA
BODYSHOT corpo e movimento – II EDIZIONE

di Giulio Marzaioli
con Romina De Novellis
regia Romina De Novellis
Santa Barbara nacque a Nicomedia (oggi Ismit o Kocael in Turchia) nel 273 d.C.. Tra il 286-287 si trasferì presso la villa rustica di Scandriglia a seguito del padre Dioscoro, fanatico pagano e collaboratore dell'imperatore Massimiano Erculeo. Quest'ultimo gli aveva donato ricchi e vasti possedimenti in Sabina. Dioscoro fece costruire una torre per difendere e proteggere Barbara durante le sue assenze. Il progetto originario prevedeva due finestre che diventarono tre (in riferimento alla croce) secondo il desiderio della ragazza, a dimostrazione della sua conversione. La tradizione afferma che proprio nella vasca Barbara ricevette il battesimo per la visione di San Giovanni Battista. La manifestazione di fede di Barbara provocò l'ira di Dioscoro; per sfuggire a quest'ultimo, Barbara si nascose nel bosco dopo aver danneggiato gran parte degli dei pagani della sua villa. La tradizione popolare scandrigliese afferma che essa si rifugiò in una nicchia scavata all'interno di una roccia e fu trovata per la delazione di un pastore. Dioscoro la consegnò al prefetto Marciano con la denuncia di empietà verso gli dei e di adesione alla religione cristiana. Durante il processo, iniziato il 2 dicembre 290, Barbara difese il proprio credo ed esortò Dioscoro, il prefetto ed i presenti a ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana: fu così torturata e graffiata. Il giorno dopo la Santa fu esposta alla prova del fuoco. Il 4 dicembre, letta la sentenza di morte, Dioscoro prese la treccia dei capelli e vibrò il colpo di spada per decapitarla. Il cielo si oscurò e un fulmine colpì Dioscoro. Santa Barbara è invocata come protettrice contro i fulmini e la morte improvvisa; è protettrice di artificeri, artiglieri, minatori, vigili del fuoco e carpentieri.
Il primo spunto del progetto nasce dall’esperienza lavorativa dell’autore consumata presso un cantiere autostradale. L’”atterraggio” sul pianeta cantiere è la chiave di ingresso; a ruotarla una sorta di extra-terrestre nel vero senso del termine, dal momento che al primo impatto il cantiere ti battezza ricoprendoti di terra da cui prima eri immune: dalla polvere sui vestiti al fango sulle scarpe. L’occasione di attraversare questo progressivo interramento lasciando tracce di inchiostro era irrinunciabile e in prima battuta è stato scritto un diario, un registro di percezioni (pubblicato sulla rivista “Carta”, n. 28/06). Il tema dell’isolamento, vissuto in prima persona e poi riscontrato negli altri, è determinante. E per isolamento si intende una dimensione individuale ma anche complessiva, quasi geografica: un’isola che prende il nome di cantiere. C’è poi la scoperta dei luoghi: i rilevati, i pozzi, le gallerie, i cunicoli. Anche in presenza di grisou e acqua fino alle ginocchia. Ed è proprio nel corso delle “visite guidate” che, all’imbocco della galleria, un mastodontico arco di cemento armato, per la prima volta appare la Santa. Una sorta di riconoscimento, la stessa extra-territorialità. La statua di Santa Barbara, protettrice dei minatori, è posta in un’edicola sopra la trave dell’imbocco. Non è piccola, anche se in proporzione alla galleria così appare. Ma a colpire è più lo spaesamento. Sembra essere lì per caso. E sembra rassegnata, come se altri avessero deciso della sua fissità. Approfondendo la storia di Barbara, non ancora Santa, si scopre nuovamente l’isolamento, la distanza di comprensione che ha portato un padre a sacrificare la propria figlia. Ed ecco che subentra la necessità del testo, la denuncia dei rischi che la distanza può provocare. Distanza personale, sociale, culturale che poi diviene alibi o ragione di conflitti. E allora l’esperienza personale filtra e si fa ulteriore, nella pressione di un allarme che diventa dettato: l’assoluta priorità che deve assumere la comprensione, l’attenzione che non deve mai mancare nell’osservare il proprio orizzonte perché un orizzonte più ampio non giunga ad essere irriconoscibile.
Di qui alla scena, in un percorso parallelo di partitura drammaturgica e allestimento, l’una e l’altro comunicanti e in continuo e progressivo scambio, alla ricerca di una completa sintesi. E di qui al percorso della compagnia, che sin dall’inizio cerca i legami più stretti e nascosti che possono far comunicare spazio, movimento, voce e parola. Lo spazio: l’estraneità del cantiere, l’assurdo innalzamento della Santa sopra la Galleria. Uno spazio povero di oggetti poveri, velati dal tempo e dalla polvere. Luci basse e fredde tagliano lenzuoli ingialliti posti a coprire mobili più immaginati che reali. Spazio fuori, il cantiere, e spazio dentro, l’illusione di una dimensione domestica. E nello spazio ferito dalla luce la consolazione di penombre in cui la Santa possa apparire, in tutta la sua impossibile umanità. Il movimento: la ricerca di un dialogo tra la fissità della statua e la linea della danza, ma una danza condotta lontanissima dalla coreografia. Piuttosto una partitura di gesti che muovono aria in continua tensione tra umanità e ieraticità (frenesia e lentezza), tra l’esasperante ricerca di una normalità negata e l’ironia di una sorte che innalza al cielo senza considerare le vertigini dell’altezza. La voce: una voce di bambina e donna, suadente e isterica, sussurrata e urlante, pervasa dei suoni e delle preghiere di tutte le processioni sofferte e di tutte le offerte di voto che la Santa ha accolto senza sapere, senza poter agire. Una voce che cerca parole e in parole di altre voci un senso. Ma altre voci sono soltanto nella mente e allora finge, si illude, inventa, sulla scorta di musiche popolari ed avvolgenti, così vicine al cuore della Santa, così lontane dalla pietra del suo corpo.
Nell’approfondimento del proprio linguaggio la compagnia DENOMA approda alla figura della Santa come occasione di ulteriore possibilità. Il dialogo tra fissità, innalzamento della santità e d’altro canto la disperazione, la goffaggine di una bambina. L’ostilità e assurdità dello spazio e la ricerca di una intimità perduta. E ancora la danza tutta terrena del dramma e la rarefazione di una luce, quella divina o paterna che sia, continuamente implorata e mai presente, mai esistita. Ma soprattutto la provenienza popolare, una figura vicina alla cultura dello spettatore, protettrice e quindi attraente come il fascino di una processione che accomuna gli spettatori nella vertigine della Santa. E infine l’attualità della storia, il sacrificio di una vita in nome di Dio, ieri come oggi; e ancora una volta restiamo tutti passivi, inconsci e sconvolti spettatori della pièce e della vita, della finzione e della realtà.
Il progetto di Santa Barbara vede la collaborazione del Centro Culturale “La Camera Verde” diretto da Giovanni Andrea Semerano. Tale collaborazione prevede la realizzazione di un lungometraggio diretto dallo stesso Giovanni Andrea Semerano e che vedrà come unica protagonista Santa Barbara (Romina De Novellis). Le riprese del lungometraggio riguarderanno tutte le fasi di creazione e debutto dello spettacolo. Un film aperto, che durerà fino alla fine della prima a teatro e che per questo motivo sarà ambientato in diversi spazi: il luogo delle prove, dei vari studi, performance o debutti della piéce. Alcune immagini del video che si sottopone alla vostra attenzione e che riprende uno studio di Santa Barbara presso il foyer del Teatro Eliseo all’interno della rassegna Anticamere, sono, per l’appunto, tratte dal film suddetto. Il lungometraggio non sarà dunque una sorta di video-documentario sullo spettacolo, al contrario, sarà un vero e proprio occhio esterno che seguirà da vicino tutte le fasi di prova e ideazione.
Tale lungometraggio sarà poi proiettato nel 2008 presso il centro culturale La Camera Verde. Contestualmente sarà presentato un volume edito da “La Camera Verde” che conterrà il testo di Giulio Marzaioli, un intervento di Romina De Novellis sul percorso affrontato nell’allestimento di Santa Barbara e foto tratte dalle prove e dallo spettacolo. Tale volume, così come tutte le edizioni de “La Camera Verde”, sarà conservato presso il Céntre Pompidou di Parigi.
La compagnia DENOMA è stata fondata per iniziativa di Romina De Novellis, regista, e Giulio Marzaioli, autore, all’interno del DAMS - Università Roma Tre nel 2002 ed è divenuta Associazione Culturale nel settembre 2003.
SPETTACOLI
Santa Barbara – 2007 sarà presentata una prima performance itinerante nell’ambito nella rassegna Anticamere presso il Foyer del Teatro Eliseo, in Roma, 18 marzo 2007. Successivamente sarà proposto uno studio presso il Rialtosantambrogio, in Roma, 9-10 maggio 2007 e presso il Teatro Palladium, all’interno della Fiera teatrale Teatri di Vetro, 19 maggio 2007.
Sopra il cielo di S. Basilio (coproduzione con Ferdinando Vaselli) - 2006 studio presso Città del Teatro, Cascina Semifinale Premio Scenario infanzia
Fiori – 2006 debutto presso teatro Furio Camillo, in Roma – 2006 nell'ambito della manifestazione L'Università della Notte, performance itinerante presso Università Roma Tre.
Nell'ambito della rassegna Drink in Art, performance presso Eliseo Cafe. - 2005 nell'ambito della Notte Bianca, studio presso Teatro Eliseo.
Repliche presso Teatro Elicantropo, in Napoli, febbraio 2007.
Sottopartitura - 2005 debutto presso Teatro Furio Camillo, in Roma - 2005 rassegna Fontanonestate 2005, in rassegna "Rime rampanti", Firenze. Produzione che sarà presentata presso il Teatro La Jaramilla, in Madrid, centro coreografico della compagnia Larumbe Danza dove nel mese di aprile 2007 la compagnia avrà una residenza coreografica.
Riflesso - 2004 debutto con il patrocinio del Comune di Roma, presso il Teatro dell'Orologio, Sala Orfeo, in Roma, rassegna "Che danza vuoi?" - Teatro Greco, Roma, rassegna "Sperimentare Theatrando" - Nuovo Teatro delle Commedie, Livorno, rassegna "Koiné", Colle Val d'Elsa rassegna "Fontanonestate", Roma rassegna "Effetto Venezia", Livorno.
Chiasmo – 2003 debutto presso gli spazi dell'Università Roma Tre, con il patrocinio ed i finanziamenti dello stesso Ateneo. 2003 rassegna "Che Danza Vuoi?", presso il Teatro Greco in Roma Teatro Furio Camillo, ancora in Roma, stagione 2003/2004.
PERFORMANCE
Nel 2005, presso Teatro dell’Orologio, Sala Orfeo, è stata allestita la performance Metro nell’ambito della rassegna di beneficenza “Acqua per le donne di Surgucu”, in replica presso Teatro Vascello, in Roma, Teatro dei Rinnovati, Napoli, Teatro della Lupa, Tuscania.Successivamente sono state realizzate letture performative tratte dal testo di Giulio Marzaioli Quadranti: Est, installazione video in collaborazione con Giovanni Andrea Semerano presso Teatro Vascello 2, Rassegna Testo Variabile; Nord, performance dell’autore presso Teatro della Lupa-Tuscania; Ovest, con quadri di danza butoh di Flavio Arcangeli, presso Rialto Occupato in Roma; Sud, con quadri di teatro-danza di Romina De Novellis, presso Modo, Firenze e prossimamente presso Rassegna Ipercorpo, Kollatino Underground, Roma.
Nel mese di maggio 2006 Romina De Novellis è ospite di Rai Futura con performances su testi di F. Buffoni e V. Magrelli.
ORGANIZZAZIONE EVENTI
Nell’inverno 2003-2004 la Compagnia ha ospitato un ciclo di seminari tenuti da alcuni esponenti dell’avanguardia teatrale romana degli anni 60-70 (Giancarlo Sammartano, Nino De Tollis, Marina Faggi, Franco Molè, Valentino Orfeo, Caterina Merlino, Pippo Di Marca, Benedetto Simonelli, Cosimo Cinieri) assieme ad esponenti di teatro, danza e letteratura di ricerca delle generazioni successive (Oretta Bizzarri, Daniela Capacci, Miriam Abutori, Gabriele Linari, Sabrina Gilio, Marco Giovenale). Successivamente, con l’intento di dialogare e promuovere altre compagnie della giovane scena teatrale e giovani autori sono state ideate e curate le rassegne:
CORTICOLTURA e TESTO VARIABILE, presso il Teatro Vascello2, in Roma, maggio 2005;
PERFORMANCE e CAFFE’ LETTERARIO, presso Foyer del Teatro Eliseo, Progetto Drink in Art, Roma, stagione teatrale 2005/06;
COINCIDENZE IN/TRANSITO, presso Modo, Firenze, 2006.
ANTICAMERE, rassegna che ospita le compagnie di teatro di ricerca apparse a Roma dal 2000, presso Foyer del Teatro Eliseo, 2006-2007.
Romina De Novellis (Napoli, 1982) regista e co-fondatrice della compagnia DENOMA, come danzatrice classico-contemporanea ha conseguito il diploma Royal Academy of Dance of London e ha lavorato e studiato con coreografi e artisti performativi (Oretta Bizzarri, Roberta Garrison, Malou Airadou, Alessandra Sini, Larumbe Danza, Fabio Ciccalè, Sasha Ramos, Daniela Capacci, Benedetto Simonelli, Warner Waas, Lucia Latour). Sin da giovanissima ha intrapreso un proprio percorso artistico alla ricerca di un linguaggio e di una espressività personali nel tentativo di fusione di diversi codici. Tiene laboratori e lezioni di teatro-danza e movimento creativo per bambini dai 3 ai 6 anni presso il centro di danza San Lò. E’ laureata al DAMS, in regia teatrale, con una tesi sull’avanguardia teatrale romana degli anni ‘60-’70, presso l’Università Roma Tre. Ha lavorato come assistente alla regia di opere liriche con Luigi Squarzina. Collabora con la cattedra del Prof. Giancarlo Sammartano di Istituzioni di regia presso il DAMS di Roma Tre e svolge un’intensa attività in ambito universitario organizzando convegni ed eventi culturali. Ha pubblicato un breve saggio di regia in Riflesso edito dalla Camera Verde 2004.
Giulio Marzaioli (Firenze, 1972), vive a Roma. Suoi testi appaiono su varie riviste (tra cui «L’Apostrofo», «Atelier», «La Clessidra», «Pagine», «Semicerchio», «La Rivista dell’Immagine»; «Re:»; «Smerilliana», «Poeti e Poesia» «Carta») e in plaquettes (Edizioni Pulcinoelefante, M.me Webb, I Quaderni di Orfeo). E’ presente in opere collettive e antologie. Nel 2001 ha pubblicato una breve scelta di poesie, Elementi di fuga (tradotto in Francia presso la collana Encres Vives a cura di Michela Landi e Jean Claude Villain). Nel 2003, a cura del Centro Culturale “La Camera Verde”, è stato pubblicato il volume arredo Metropolitano, poesie in dialogo con fotografie di Massimo Fusaro. Alla raccolta di inediti In re ipsa viene assegnato il Premio Internazionale di Poesia Lorenzo Montano 2005; segue quindi la pubblicazione nella collana “La ricerca letteraria”, con nota critica di Tiziano Salari, presso Anterem Edizioni. Suoi testi sono tradotti, oltre che in Francia, in USA e Gran Bretagna. Le prose di Quadranti sono pubblicate per i tipi di Oedipus Editore. Per il teatro ha scritto Chiasmo (pref. T. Lisa, Pietro Chegai Editore, 2002), Riflesso, con nota di R. De Novellis (pref. G. Sammartano, La Camera Verde, 2004), Metro, Sottopartitura, Fiori, testi rappresentati in vari teatri e rassegne ad opera della Compagnia DENOMA, fondata nel 2002 con Romina De Novellis e attiva nell’ambito del teatro di ricerca. Per Zona Editrice è stata pubblicata una raccolta dei testi teatrali scritti sino ad oggi, con prefazione del Prof. Giorgio Taffon. Ha collaborato con artisti dai vari linguaggi espressivi e di varie nazionalità in eventi performativi ed installazioni. E’ inoltre curatore di eventi letterari (recentemente presso Teatro Vascello e Teatro Eliseo, in Roma).


