Associazione L’Antascorrevole presenta
SCATOLE SONORE
rassegna di sperimentazioni sonore, visive e performative

SALA CONCERTO:
VONNEUMAN
FHIEVEL+LUCA SIGURTA'
SALA VISIO:
LEONARDO GANA
SALA ACTION:
CATERINA SILVA
ANNA FRANCESCHINI
VONNEUMAN
FHIEVEL+LUCA SIGURTA'
SALA VISIO:
LEONARDO GANA
SALA ACTION:
CATERINA SILVA
ANNA FRANCESCHINI
SALA CONCERTO:
VONNEUMAN
vonneumann, brevemente detto nn, nasce dallo scioglimento (nel 1999) di un gruppo, gli arborio, composto esattamente dalle stesse persone che, ad oggi, compongono nn. sarebbe lunga spiegare perché e percome ci si è ritrovati a sciogliere un gruppo per formarne un altro apparentemente identico e ciò non verrà fatto in questa sede.
tuttavia vi sono delle differenze. in primo luogo l’approccio. vonneumann è un gruppo concettuale, non si muove se non ha un’idea molto forte a supporto di un progetto, qualsiasi esso sia. la composizione è spesso subordinata alle idee che animano i nostri quattro. in un certo senso si potrebbe dire che vonneumann è alla ricerca di una forma artistica astratta da esprimere attraverso la musica. inoltre va sottolineato l’aspetto ludico del gruppo: ogni concetto che poi si traduce in musica, deve di necessità commuovere attraverso l’ilarità. altrimenti non viene preso in considerazione.
tutto ciò dovrebbe, con grande auspicio del buon nn, essere chiaro o chiarito dal sito di vonneumann (www.vonneumann.net) ove si tenta di esemplificare ogni concetto per via di testi e immagini e quant’altro,
e al quale si rimanda.
della musica si può dire che nn iniziò come free rock composto da batteria, basso e due chitarre. furono aggiunti poi: clarinetto soprano e basso, tromba, violoncello e un massiccio uso del computer, sia in fase di esecuzione (synth virtuali, drum machine, dsp in tempo reale, macchine programmate in max/msp e reaktor) che in fase di editing, vista come ulteriore fase di composizione.
l’approccio free è rimasto e si avverte in molti pezzi dove volutamente manca un tempo preciso o una partitura definita. spesso si parte da registrazioni di improvvisazioni che poi vengono rilette in diverse maniere: o si impara a suonare ciò che si è improvvisato, o si lascia così, o si modifica in post produzione attraverso del software. altre volte si compone con arrangiamenti di varie nature: un po’ demodé, ma sempre efficace.
fatto sta che l’improvvisazione è un elemento centrale di vonneumann.
una delle caratteristiche principali di vonneumann è il fare tutto. dal posizionare i microfoni al mixaggio, al comporre laboriose e ironiche note stampa per la critica, vonneumann è sempre riuscito a fare ciò che voleva senza l’intromissione di nessuno, grazi’anche alla disponibilità di una sala prove tutta per sé. l’unica forma di input esterno, oltre alle "brevi in cronaca", è la collaborazione con altri musicisti (ivan rossi di elec, i tanake,
s. de leon e amanda mason wiles dei rollerball, ecc.), ma rimane come punto nodale e di importanza primaria la possibilità di poter scegliere e dispensare solo all’interno di nn.
e questo forse è il motivo centrale per cui vonneumann scelse, fin dall’inizio, nel 1999, di non cercare di far diventare il gruppo una professione, ma di tenerlo in vita solo per una necessità personale: quella dell’espressione di quattro persone in un’entità comune, vonneumann, per l’appunto.
tuttavia vi sono delle differenze. in primo luogo l’approccio. vonneumann è un gruppo concettuale, non si muove se non ha un’idea molto forte a supporto di un progetto, qualsiasi esso sia. la composizione è spesso subordinata alle idee che animano i nostri quattro. in un certo senso si potrebbe dire che vonneumann è alla ricerca di una forma artistica astratta da esprimere attraverso la musica. inoltre va sottolineato l’aspetto ludico del gruppo: ogni concetto che poi si traduce in musica, deve di necessità commuovere attraverso l’ilarità. altrimenti non viene preso in considerazione.
tutto ciò dovrebbe, con grande auspicio del buon nn, essere chiaro o chiarito dal sito di vonneumann (www.vonneumann.net) ove si tenta di esemplificare ogni concetto per via di testi e immagini e quant’altro,
e al quale si rimanda.
della musica si può dire che nn iniziò come free rock composto da batteria, basso e due chitarre. furono aggiunti poi: clarinetto soprano e basso, tromba, violoncello e un massiccio uso del computer, sia in fase di esecuzione (synth virtuali, drum machine, dsp in tempo reale, macchine programmate in max/msp e reaktor) che in fase di editing, vista come ulteriore fase di composizione.
l’approccio free è rimasto e si avverte in molti pezzi dove volutamente manca un tempo preciso o una partitura definita. spesso si parte da registrazioni di improvvisazioni che poi vengono rilette in diverse maniere: o si impara a suonare ciò che si è improvvisato, o si lascia così, o si modifica in post produzione attraverso del software. altre volte si compone con arrangiamenti di varie nature: un po’ demodé, ma sempre efficace.
fatto sta che l’improvvisazione è un elemento centrale di vonneumann.
una delle caratteristiche principali di vonneumann è il fare tutto. dal posizionare i microfoni al mixaggio, al comporre laboriose e ironiche note stampa per la critica, vonneumann è sempre riuscito a fare ciò che voleva senza l’intromissione di nessuno, grazi’anche alla disponibilità di una sala prove tutta per sé. l’unica forma di input esterno, oltre alle "brevi in cronaca", è la collaborazione con altri musicisti (ivan rossi di elec, i tanake,
s. de leon e amanda mason wiles dei rollerball, ecc.), ma rimane come punto nodale e di importanza primaria la possibilità di poter scegliere e dispensare solo all’interno di nn.
e questo forse è il motivo centrale per cui vonneumann scelse, fin dall’inizio, nel 1999, di non cercare di far diventare il gruppo una professione, ma di tenerlo in vita solo per una necessità personale: quella dell’espressione di quattro persone in un’entità comune, vonneumann, per l’appunto.
riassumendo:
,t — chitarra, violoncello, samples, programming, synth.
bof — chitarra, clarinetto soprano e basso, loops,
suoni elettroacustici, microfoni piezoelettrici.
fr — basso, tromba, loops, samples, synth.
dj — batteria, percussioni, synth.
,t — chitarra, violoncello, samples, programming, synth.
bof — chitarra, clarinetto soprano e basso, loops,
suoni elettroacustici, microfoni piezoelettrici.
fr — basso, tromba, loops, samples, synth.
dj — batteria, percussioni, synth.
FHIEVEL + LUCA SIGURTA'
Luca Bergero (Fhievel) e Luca Sigurtà sono artisti sonori coinvolti nell’esplorare le differenti opportunità del suono da metà anni ’90.
Per i loro lavori in solo e le collaborazioni che li vedono protagonista utilizzano il sound design nel cercare un equilibrio tra suono digitale e suono concreto.
Realizzano lavori audio per film, video, alcuni dei quali, realizzati in collaborazione con il collettivo Cooperazione Bowman sono, stati presentati in diverse mostre d’arte contemporanea tra cui: Convergenze (Fondazione Pistoletto, Biella) ed Empowerment (Museo Villa Croce, Genova).
Nel 2005 fondano la LeafSoundDesign. Un progetto dedicato alla sound art e lavori site specific. Nel 2006 persenteranno presso ‘La Fabbrica della Ruota’ (Biella) un lavoro dedicato al suono di uno tra i più importanti musei industriali in Italia.
Lavorano con il regista Manuele Cecconello e sono, inoltre, coinvolti in diverse collaborazioni d’improvvisazione, una di esse (con Claudio Rocchetti) è stata prodotta dalla prestigiosa etichetta portoghese Creative Sources.
Tra le loro composizioni: Vetri di carta (S’agita , 2003), La Vera macchina d’argento (Afe Records/S’agita), Pocket progressive (Creative sources, 2005), Le bapteme de la solitude (Petite sono], 2005), Free for(m) Rimbaud (AFK, 2005), Preghiera per una stella (Afe Records, 2006).
web:
www.noisysoul.com
www.aferecords.com/artists/luca_sigurta.htm
www.creativesourcesrec.comPer i loro lavori in solo e le collaborazioni che li vedono protagonista utilizzano il sound design nel cercare un equilibrio tra suono digitale e suono concreto.
Realizzano lavori audio per film, video, alcuni dei quali, realizzati in collaborazione con il collettivo Cooperazione Bowman sono, stati presentati in diverse mostre d’arte contemporanea tra cui: Convergenze (Fondazione Pistoletto, Biella) ed Empowerment (Museo Villa Croce, Genova).
Nel 2005 fondano la LeafSoundDesign. Un progetto dedicato alla sound art e lavori site specific. Nel 2006 persenteranno presso ‘La Fabbrica della Ruota’ (Biella) un lavoro dedicato al suono di uno tra i più importanti musei industriali in Italia.
Lavorano con il regista Manuele Cecconello e sono, inoltre, coinvolti in diverse collaborazioni d’improvvisazione, una di esse (con Claudio Rocchetti) è stata prodotta dalla prestigiosa etichetta portoghese Creative Sources.
Tra le loro composizioni: Vetri di carta (S’agita , 2003), La Vera macchina d’argento (Afe Records/S’agita), Pocket progressive (Creative sources, 2005), Le bapteme de la solitude (Petite sono], 2005), Free for(m) Rimbaud (AFK, 2005), Preghiera per una stella (Afe Records, 2006).
web:
www.noisysoul.com
www.aferecords.com/artists/luca_sigurta.htm
www.aferecords.com
www.petitesono.com
SALA VISIO:
LEONARDO GANA - 2007
tre serie fotografiche + un video
Le tre serie di immagini corrispondono a tre fasi vitali:
(1) estetica, (2) riflessiva/sentimentale, (3) volitiva.
1 - la natura dell’esperienza (quattro rocce marine, australia -1998)
le rocce australiane sono le più antiche del pianeta e le prime ad essere emerse dal mare. Indicano una dimensione primordiale dell’esperienza e della coscienza: infantile (solido, liquido, desertico, ampio, ruvido, liscio), prelinguistica, fusionale, priva di riferimenti spaziali e di misure (immensamente grande/microscopico).
2 - passi (faggi centenari del monte cimino, 2002 - 2004)
Questa faggeta millenaria era sacra agli etruschi. Le immagini indicano il potere degli esseri viventi, la loro naturale tensione verso l’alto e la connessione fisica e simbolica tra terra, luce e cielo. Lo sguardo è narrativo, colorato e modellato da emozioni, quindi portatore di una coscienza dotata di successione temporale e spaziale, sintetica e proiettiva, dove le forme alludono non solo descrittivamente all’oggetto, ma anche evocativamente al personaggio, al mostro, alla storia.
3 - uluru (Ayers Rock, australia 1998 - 2006)
La montagna sacra al centro dell’Australia è il più grande monolite conosciuto; la comunità aborigena era contraria a che i turisti vi salissero. Alcuni di essi morirono accidentalmente sui pericolosi declivi del luogo sacro. Gli aborigeni ottennero quindi dalle autorità australiane di poter tracciare un percorso sicuro cui i visitatori si sarebbero dovuti attenere. Oltre a questo una catena metallica servì per la scalata, altrimenti difficoltosa.
Uluru si trova in mezzo al deserto terroso dell’australia centrale, unica altura per miglia. I sei trittici ivi ambientati parlano del rapporto tra tradizione e solitudine, costrizione e libertà, percorso guidato e tentativo autonomo, territorio conosciuto o inesplorato e vergine, antichità comune e progetto individuale.
Inizio (2006); con la collaborazione di maddalena gana, danzatrice
Il video disegna un percorso simbolico di un primo risveglio dal torpore incosciente.
leonardo gana, nato nel 1974, espone fotografie in mostre collettive e personali dal 1998. Insegna la disciplina marziale Tejas Yana dopo essersi formato presso la Società Italiana di Normodinamica. È sposato e ha un figlio. Vive tra Roma e Milano.
(1) estetica, (2) riflessiva/sentimentale, (3) volitiva.
1 - la natura dell’esperienza (quattro rocce marine, australia -1998)
le rocce australiane sono le più antiche del pianeta e le prime ad essere emerse dal mare. Indicano una dimensione primordiale dell’esperienza e della coscienza: infantile (solido, liquido, desertico, ampio, ruvido, liscio), prelinguistica, fusionale, priva di riferimenti spaziali e di misure (immensamente grande/microscopico).
2 - passi (faggi centenari del monte cimino, 2002 - 2004)
Questa faggeta millenaria era sacra agli etruschi. Le immagini indicano il potere degli esseri viventi, la loro naturale tensione verso l’alto e la connessione fisica e simbolica tra terra, luce e cielo. Lo sguardo è narrativo, colorato e modellato da emozioni, quindi portatore di una coscienza dotata di successione temporale e spaziale, sintetica e proiettiva, dove le forme alludono non solo descrittivamente all’oggetto, ma anche evocativamente al personaggio, al mostro, alla storia.
3 - uluru (Ayers Rock, australia 1998 - 2006)
La montagna sacra al centro dell’Australia è il più grande monolite conosciuto; la comunità aborigena era contraria a che i turisti vi salissero. Alcuni di essi morirono accidentalmente sui pericolosi declivi del luogo sacro. Gli aborigeni ottennero quindi dalle autorità australiane di poter tracciare un percorso sicuro cui i visitatori si sarebbero dovuti attenere. Oltre a questo una catena metallica servì per la scalata, altrimenti difficoltosa.
Uluru si trova in mezzo al deserto terroso dell’australia centrale, unica altura per miglia. I sei trittici ivi ambientati parlano del rapporto tra tradizione e solitudine, costrizione e libertà, percorso guidato e tentativo autonomo, territorio conosciuto o inesplorato e vergine, antichità comune e progetto individuale.
Inizio (2006); con la collaborazione di maddalena gana, danzatrice
Il video disegna un percorso simbolico di un primo risveglio dal torpore incosciente.
leonardo gana, nato nel 1974, espone fotografie in mostre collettive e personali dal 1998. Insegna la disciplina marziale Tejas Yana dopo essersi formato presso la Società Italiana di Normodinamica. È sposato e ha un figlio. Vive tra Roma e Milano.
SALA ACTION:
CATERINA SILVA (motus)
ANNA FRANCESCHINI
POLISTIRENE/01
entr'atto videoperformativo
gesti in partitura confezionata.
delicate composizioni corporee riutilizzabili.
azioni lievemente senza senso. e un errore meraviglioso.
performance+ videoscenografia, indagano la significazione del gesto, il suo porsi come serbatoio di espressività al di là della parola.
caterina silva
anna franceschini
video creditsazioni lievemente senza senso. e un errore meraviglioso.
performance+ videoscenografia, indagano la significazione del gesto, il suo porsi come serbatoio di espressività al di là della parola.
caterina silva
anna franceschini
fotografia: anna franceschini
montaggio: diego marcon
suono: simone olivero
montaggio: diego marcon
suono: simone olivero
Biografie
Anna Franceschini nasce a Vigevano, in provincia di Pavia, nel 1979 Si laurea in Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo nel 2006 con una tesi dal titolo Il sacro e l’immagine.
E’ ricercatrice presso l’Università Iulm, sotto la direzione del Prof. Gianni Canova. Si occupa di produzione e organizzazione per videoarte (Masbedo) e cortometraggi, partecipa, in qualità di performer, a progetti artistici live action (Allun) e porta avanti l’attività di videomaker indipendente. Ha partecipato a concorsi e festival (Videominuto, Fiaticorti, BellariaFilmFestival
E’ ricercatrice presso l’Università Iulm, sotto la direzione del Prof. Gianni Canova. Si occupa di produzione e organizzazione per videoarte (Masbedo) e cortometraggi, partecipa, in qualità di performer, a progetti artistici live action (Allun) e porta avanti l’attività di videomaker indipendente. Ha partecipato a concorsi e festival (Videominuto, Fiaticorti, BellariaFilmFestival
Caterina Silva
frequenta la London Academy of Music and Dramatic Art (examination center Roma)
quattro anni di danza contemporanea presso il C.S.A.
stage di recitazione metodo Strasberg con Greta Seacat dell'actor's studio di New York ‘02_Milano
stage di teatro con Emma Dante compagnia Sud costa occidentale ‘03_Milano
stage di phisical theatre con la compagnia belga di Wim Vandekeybus UltimaVez’04 _Bruxelles
TEATRO
VACANCY ROOM '03
TWIN ROOMS '02_'03_'04
L'OSPITE ’04_’05
PICCOLI EPISODI DI FASCISMO QUOTIDIANO-Ian Brady e Myra Hinley.Pas de deux e racconti
_Compagnia MOTUS
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME ‘04_’05 da “Richard III” di W.Shakespeare
A CHE PUNTO E’ LA NOTTE ’05 da “The Tragedy of Macbeth” di W.Shakespeare
_Regia di Michele Salimbeni
FESTIVAL INTERNAZIONALI
“Temps d’images” ‘02_’04 La Ferme du Buisson , scène nationale de Marne-la-Vallee _Parigi
“Mettre en scene” ’02 TNB_Rennes
“Eurokaz” ’03 ZKM_Zagabria
“Montreal en lumiere“ ‘05 Usine c_Montreal
CINEMA
Attrice con Juliette Binoche in “Il mondo non è un panorama” di M. Houellebeck regia Masbedo‘05
Attrice nel film di Renato DeMaria “Amatemi!” '03
VIDEOARTE
Attrice per il duo artistico MASBEDO (Italia/Spagna)
“Nina” ‘03
“Il cabaret della perfezione” ‘04
“Notte 266” ‘04
“Gelo verticale” ’05
PERFORMANCE
Performer per Gianni Canova all'interno della mostra “le citta in/visibili” di Calvino per la TRIENNALE di Milano _ e per TBC di Gerardo Lamantina


