25/05/06 17:30
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rialtosantambrogio segnala
Lo spazio della partecipazione

Politiche culturali, territori, partecipazione a Roma
(incontro al Teatro Furio Camillo)

incontro con i candidati:
Gianluca Riggi (Rif. Com. IX Municipio)
Luigi Tamborrino (Rif. Com. Comune di Roma)
Maria Zerbino (Ulivo XVI Municipio)
Filippo D'Alessio (Regista)
Filippo Lange (Operatore di rete - Teatro del Lido)
Maurizio Bartolucci (cons. comunale DS)

Interverrà Susi Fantino (candidata presidente IX Municipio)
Moderatore Giovanni Greco (Le sirene-Teatro del Lido)

Nella città di Roma si pone continuamente il problema degli spazi e della loro gestione. Assistiamo ad una continua ricerca di nuovi luoghi dove creare eventi culturali, dove aggregare individui, compagnie, associazioni, artisti ed idee.
Continuamente aprono teatri o sale ad uso teatrale, eppure tutti questi luoghi, quelli già esistenti e quelli che a breve verranno inaugurati, sembrano non bastare mai. Il problema allora non risiede forse negli spazi in sé ma nella loro gestione, nell'uso improprio che spesso ne viene fatto, talvolta per motivi contingenti, altre per volontà non coincidenti con le reali esigenze del territorio municipale e cittadino. L'Amministrazione Comunale e quelle Municipali si pongono spesso come interlocutori degli spazi occupati autogestiti, da sgomberare o da ricollocare, si accettano e si intraprendono lunghe trattative che divengono l'immagine di un governo cittadino vincente ma che fiaccano spesso inesorabilmente le energie delle associazioni che hanno accettato l'inevitabile dialogo.
Il nostro comune si riveste continuamente di nuovo e lo fa attraverso il mondo dello spettacolo e della cultura. Cosa sarebbe stato di Rutelli e di Veltroni se gli artisti e gli intellettuali romani e nazionali non avessero accettato l'interlocuzione dei loro sindaci, se gli spazi autogestiti avessero adottato la modalità dello scontro anziché del dialogo?
E' vero sì che lo scontro non serve a nessuno, ma soprattutto a chi governa, e soprattutto quando a governare è il centrosinistra. Ecco allora che quando si parla di spazi da gestire, cogestire o da autogestire non dobbiamo perdere di vista la reale partecipazione delle realtà territoriali, municipali e non, dobbiamo pretendere che la politica faccia un passo indietro e stimolare tutti a farne uno, od anche più d'uno, in avanti.
Dobbiamo aiutare la politica a non incipriarsi con la cultura, ma a cibarsene insieme ai propri elettori ed elettrici sulla scorta delle molte esperienze nate dal basso che in questi anni hanno mostrato nei vari municipi che un'altra città è possibile e un'altra politica culturale non è impensabile.

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