dalla Germania
Steffen Basho-Junghans

apre la serata Mike Cooper (slide guitar e voce)

Steffen Basho Junghans, virtuoso della chitarra acustica e del fingerpicking, è tra i più accreditati discepoli europei di quella Takoma school che ha avuto come grandi maestri gli ormai compianti John Fahey e Robbie Basho, di cui il musicista berlinese ha interiorizzato anche la propensione verso lo zen e i raga indiani, senza per questo dimenticare Peter Lang o Leo Kottke. Lo dice il nome stesso, Steffen Junghans che oggi vive tra Berlino e la Turingia, si è aggiunto il nome Basho proprio in omaggio a Robbie Basho, oltre che naturalmente al poeta e maestro zen Matsuo Basho. E con un fervore tale per cui una buona parte del suo web site è un bell'archivio curato con rara devozione, su quello che per Steffen è padre e fratello insieme.

Molti dei suoi dischi, i due volumi di "Fleur De Lis", "Song of Earth", "In Search of the Eagle's Voice", il magnifico "Rivers and Bridges", sono naturalmente ispirati allo stile fluido e "raga" di Robbie Basho, ma nel tempo crescono anche le sue opere più sperimentali come "Inside", "Waters In Azure", "Landscape in Exile" o gli ultimi "7 Books" e "Unknown Music 1 Alien Letter", dove si giocano diverse possibilità dallo "strumming" allo "sliding". L'influenza della "Takoma school" è molto più evidente nei primi lavori di Junghans, come se una volta appresa la lezione e fatta propria fino all'intimità del proprio dna, egli sentisse il bisogno di andare oltre ed elaborare/liberare finalmente un proprio linguaggio personale. Appunto a partire da "Inside" la musica diviene un po' più complessa, il suono si fa più scarno, quasi minimale, e si intravede la voglia di evolvere, di sperimentare una musica in continua evoluzione quella di Steffen Basho, la cui intenzione è quella di di scoprire quello che chiamiamo mondo o paesaggio, bellezza o armonia.

Il blu e l'azzurro sono colori sempre ricorrenti (Steffen Basho è anche pittore e "Azure" ha per nome una serie di suoi dipinti...) e la sua musica nei momenti più alti è permeata della stessa viscerale intensità/profondità dei monocromi di Yves Klein o Rothko. Artisti peraltro a cui apertamente Steffen si è ispirato ad esempio negli undici minuti conclusivi di Azure n°1 con la sei corde suonata "monocromaticamente" con un solo dito della mano sinistra. Eppure sono proprio le ripetitività in perfetto stile strumming, in grado di ricordare più Charlemagne Palestine che non i maestri della Takoma, a toccare le corde della nostra emozione. Rod Poole è un altro nome che viene in mente. L'energia che Steffen Basho Junghans profonde nella sua musica tocca vertici finora mai raggiunti, e Azure n°l non è più modello ascrivibile alle nobili scuote chitarristiche sopra citate, ma un lucido esempio di puro minimatismo, ne più ne meno.

http://www.bluemomentarts.de

discografia:
12 String Solo - (MC/Blue Moment Arts 1989)
In Search of the Eagle´s Voice - (CD/Blue Moment Arts 1995)
Fleur De Lis 1 - (CD/Blue Moment Arts 1996)
Fleur De Lis 2 - (CD/Blue Moment Arts 1996)
Song of the Earth -(CD/Sublingual Records 2000)
INSIDE - (CD/The Strange Attractor's Audio House 2001)
Landscapes in Exile -(CD/Blue Moment Arts 2001)
Waters in Azure -(CD/The Strange Attractor's Audio House 2002)
Rivers and Bridges -(CD/The Strange Attractor's Audio House 2003)
7 BOOKS -(CD/The Strange Attractor's Audio House 2004)
UNKNOWN MUSIC I-Alien Letter -(Sillyboy/Italy 2005)
UNKNOWN MUSIC II-Transwarp Meditation -(Preservation/Australia 2005)

 


 

Mike Cooper

Gli ultimi 40 anni hanno visto Mike Cooper come un esploratore musicale internazionale, sia in scene che in disco/registrzioni solo oppure in vari gruppi, esplorando diversi generi. Dagli inizi comechitarrista cantante, affermato nel genere folk blues, il suo lavoro si è diversificato per comprendere anche l'improvvisazione, elettronica, colonne sonore composte e suonate dal vivo per film muti, radio art ed installazioni sonore.  Come giornalista di musica, scrive principalmente per la rivista Froots (l'ex Folk Roots) interessandosi di una varietà di generi musicali e di musicisti, ma in particolare delle sonorità del Pacifico. Inoltre è artista visuale, regista di film e video e collezionista di camicie Hawaiiane. Come cantante e musicista ha partecipato a piu di 60 dischi fino oggi, sia in solo che con altre formazioni. Fondatore della scuola di "primitivisti post digitale", il suo cd piu recente Rayon Hula ha vinto una Menzione Speciale per il Prix Ars Elettronica ed è stato descritto come "un capolavoro di exotica contemporario"  da David Toop per la rivista 'The Wire'.

Ultimi lavori usciti: Metal Box - (Rossbin) e Reluctant Swimmer/Virtual Surfer (Hipshot) 

Recensione tratta da All About Jazz:
METALBOX - Splendido e' invece Metalbox, lavoro solista del chitarrista Mike Cooper, artista come sempre capace di una struggente sintesi tra frammenti di lessico country e blues e destrutturazione sperimentale.
Sei brani che hanno diverse qualita': prima di tutte una concisione che consente al cuore emotivo del brano di non disperdere la propria energia, poi una ricerca sonora di grandissima intelligenza [ascoltate "The Rusty Chain Tango Mambo", che sembra la colonna sonora ideale per un incubo alla Joe Lansdale!], non ultima una bellezza turgida e austera che sembra provenire dagli abissi della notte.
Chiudere gli occhi mentre si ascoltano tracce come "A Big Wave Event" o la frammentata "Intuitive Acoustic Archeology" consente di congiungere punti diversi nel tempo, quasi che da una vecchia pompa dell'acqua nel Mississippi riuscissimo a fare sgocciolare stille rugginose di lontani arpeggi.
Ma forse davvero Mike Cooper ha trovato un vecchio pozzo ricoperto di rottami ferrosi dentro cui intingere il secchio della propria musica nel turbamento della tradizione, tirandone su un fango sporco e pieno di detriti, capace di annullare in un istante tutte le finte autenticita' del blues e di mostrarci quanto dolente sa essere ancora il vendere l'anima a [qualche povero] diavolo! Che disco!

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