minimamoralia

Where are we going?
Minima Moralia è il contributo che il Rialtoccupato vuole dare al dibattito politico in atto. Minima perché non ha velleità di indicare percorsi e modalità certe ma ha l'intento di contribuire ad una lettura contemporanea di una realtà complessa, in cui emerge come ormai improrogabile la necessità di un cambiamento radicale del modo di agire.
Lo sguardo del soldato-soccorritore americano, che sorvola la città di New Orleans distrutta dall' uragano Katrina, descrive nel migliore dei modi quale è il punto odierno della discussione: l'insostenibilità del ricambio organico tra genere umano e natura del sistema di produzione dominante, e la necessità di ripartire dall'intreccio che lega ambiente, cultura e territorio.
L'Ambiente come il bene comune non negoziabile né delegabile, il luogo dell'umano vivere, una risorsa che ha un limite con una sua unicità che, quando superata, si manifesta in una distruzione improvvisa, così devastante da lasciare impotenti. Neppure la conoscenza di cause ed effetti limita l'antropocentrismo del sistema di produzione dominante. Proprio come a New Orleans, dove è la superpotenza mondiale, simbolo di altre devastazioni, a trovarsi in trincea a casa propria, vittima della superbia dei potenti della terra, in cui sempre i più deboli sono i primi, ma non i soli, a subirne le conseguenze più immediate. Qui come in Iraq, a San Paolo, a Mogadiscio e a Mumbay.
La Cultura come luogo aperto della mente, pronto al confronto e alle differenze, senza imporre né subire imposizioni. Questa sì, risorsa illimitata di interscambio multisensoriale finalizzato ad accrescere conoscenza e coscienza critica non asservita alla devastazione dell'esistente. Anche perché, da tempo archiviata come illusione velleitaria l'idea che la politica possa governare l'impresa, resta proprio la cultura ad essere l'unica arma nelle nostre mani per trasformare lo stato delle cose presenti, sapendo quale ruolo assume nei processi di distinzione, inclusione ed esclusione dei gruppi sociali.
Il Territorio come intreccio di relazioni economiche, sociali e culturali vive e concrete, in costante mutamento dove la dinamica della contraddizione genera conflitti. Una potenziale risorsa per la trasformazione là dove la sua consistenza sappia produrre avanzamento sociale, soprattutto negli agglomerati urbani metropolitani, sempre più caratterizzati dall'acutizzarsi del divario di vissuti quotidiani nello stesso ambito territoriale, dove è l'immediatezza dei bisogni a poter ricomporre la complessità dell'agire critico.
Infine l'orizzonte della sinistra europea, che dovrà darsi costantemente nuovi orizzonti oltre a quelli già visibili per essere un soggetto della trasformazione dell'esistente, senza cedere alla tentazione della sommatoria di ceti politici ma assumendo una prassi politica che veda come unica teoria accettabile quella che stabilisce un nesso con la concretezza della realtà.
Questo il nostro contributo.
download (PDF 1,3mb)
Associazione Culturale Rialtoccupato


